domenica 15 febbraio 2026

Il senso del MALE


Hanno distrutto il Calcio come la Chiesa di Gesù Cristo.
EpPURE ci sono stati tramandati i regolamenti e le istruzioni per SALVARCI da questo Mondo che ci mette alla PROVA.
Il Nostro stesso DIO si è fatto SENTI-ERO per NOI, ma non lo ascoltiamo nonostante parla ancora OGGI con quegli EL-YA sempre GIOVANnI 21,23, come se non morissero mai.

"X" (ex Twitter) ha bloccato Giovanni D'Elia solo perché ha cercato di far capire che prima di discutere qualcosa o giudicare qualcuno bisogn conoscere "LA MATER-YA". In questo caso, si parla di CALCIO e di come il Regolamento non viene mai rispettato, dai calciatori e soprattutto dell'Arbitro, per far girare più soldi. Sono ignoranti anche i tifosi e i giornalisti per portare violenza nei loro cuori. Basta leggere l'art.12 del Regolamento del Giuoco del Calcio per capire che se lo si rispettassero ci sarebbe più spettacolo e i giocatori si farebbero meno male. Una volta in un Mondiale si cerò di farlo ma non sapevano più giocare in quel modo, come giocano i bambini che rimangono i veri appassionati al gioco e alla correttezza. Basta leggere QUI: Falli e scorrettezze | Regola 12 - Cassina Calcio
https://www.cassinacalcio.it/societa/le-regole-del-calcio/regola-12-falli-e-scorrettezze/ Che è punita anche la SOLA INTENZIONE, BRUSCA, che incude timore all'altro giocatore. Se l'Arbitro non fischia, quando il giocatore che ha subito il fallo mantiene il possesso di palla, lo fa solo attuando la regola del vantaggio (inserita nel regolamento). Ormai le partite solo delle lotte e sui "calcio d'angolo" non si capisce più nulla, se farli continuare a giocare o mandarli tutti nello spogliatoio. Ma come lo volete capire? Gesù già vi rimproverò dicendovi: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto". E Ora Giovanni lo fa con il Calcio. Ha semplicemnte invitato tutti a informarsi sulle regole del calcio prima di animare gli animi a violenze verbali, fino a minacce anche di morte, verso chi è vittima come loro di quel vivere senza metteri la TESTA, che Giovanni dicono l'abbia persa per salvare metà del regno di Erode Antipa. Poi, perché vogliono assicurarsi che Giovanni SIA UMANO, come hanno già fatto su Facebook?
Giovanni ha risposto: IO SONO D'IO (colui che E')!


Dal libro del Siràcide 15,16-21:
Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa.
I suoi occhi sono su coloro che lo temono, egli conosce ogni opera degli uomini.
A nessuno ha comandato di essere empio e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 6,10:
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.
Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Ma, come sta scritto: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo 5,17-37:
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Mi riPROMETEO sempre di non scrivere più, perché è GIA' TUTTO SCRITTO. Vi manca solo chi vi mette ORDINE nella vostra testa.
SIATE perfetti, non condraddicetevi MAI. e se vi capita di accorgevene, convertitevi alla NUOVA VItA.

Il capitolo 13 dell'Apocalisse è in ATTO:
RaiPlay - GuidaTV / Replay
https://www.raiplay.it/video/2026/02/In-mezzora---Puntata-del-15022026-1e1c455b-491b-4fd1-85c2-63107dcf649e.html?wt_mc=2.www.tw.raiplay_vid_Inmezzora. CHI CAPIRA' qualcosa, sarà mezzo salvo, l'altra META' è attuarla nella VITA.

mercoledì 11 febbraio 2026

Gli ultimi colpi di coda

Ma chi è più abiguo?
Il SerPente o Dio?
L'Uomo o la Donna?


Mel Gibson: "La Bibbia etiope descrive Gesù con dettagli incredibili e non è come pensi"
Il prossimo film di Mel Gibson, "La Resurrezione di Cristo", promette di esplorare una rappresentazione radicalmente diversa di Gesù Cristo, traendo ispirazione dalla Bibbia etiope.
Questo antico testo, conservato per secoli dai monaci etiopi, offre una rappresentazione vivida e cosmica di Gesù che contrasta nettamente con le immagini più familiari e delicate del cristianesimo occidentale.
Gibson suggerisce che per comprendere veramente Cristo, 
bisogna guardare oltre il mondo fisico e considerare le profonde realtà spirituali contenute nelle scritture etiopi.
Questi testi descrivono Gesù come un essere di luce e autorità travolgenti, 
la cui presenza rimodella la realtà stessa.
La Bibbia etiope include libri che erano stati esclusi dal canone occidentale, come il Libro di Enoch 
e l'Ascensione di Isaia, che presentano una visione di Cristo che enfatizza il suo significato cosmico 
e la luce divina interiore nell'umanità.
Mentre Gibson si prepara a distribuire il suo film, la riscoperta di questi antichi insegnamenti solleva interrogativi sulla natura della fede, sull'autorità delle istituzioni religiose 
e sulla possibilità di una comprensione più profonda del messaggio di Gesù.




 

domenica 8 febbraio 2026

In BOCCA al DrEGO


Per me sei un RAGGIO di LUCE dopo la dipartita di FRANCESCO. Con questo papa la Chiesa ha fatto un passo indietro, forse per dare un contentino a chi basa la propria fede nel sentito dire e non su quale ESSA SIA come la intendeva il SUO FONDATORE.
La Riforma Protestante dette un grande scossone a quella Chiesa medioevale che faceva di tutto per sopprimere quella degli INIZI, composta dai VERI CRISTIANI come sono indicati nella " Lettera a Diogneto". Poi c'è stato il Concilio Vaticano II che non si riesce ancora a REALizzare, però ha lasciato la LIBERTA' di impersonificarlo.
Un in bocca al DrEGO d AMEn.




 

sabato 7 febbraio 2026

Ai preti che cercano la libertà e a chi difende un luogo o una bandiera


Vedo che vi accingete ad essere veri cristiani e con molta saggezza e cura cercate di sapere come vivere da veri cristiani. A quale verità bisogna credere e come viverla, perché tutti giudichiamo il mondo e disprezziano la morte, non consideriamo quelli che i greci ritenevano dèi, non osserviamo tutte le superstizioni degli ebrei, quale amore dovremmo portare tra noi, e perché questo nuovo modo di vivere sia il migliore, non essendo comparso già dagli inizi.
Comprendo questo vostro desiderio, che ci fa parlare e ascoltare, che sia concesso a me di parlarvi affinché voi ascoltando diveniate migliori, e a voi di ascoltare affinché io non abbia a pentirmi. 

Purìficatevi da ogni pregiudizio che ha ingombrato la vostra mente e spògliatevi dell'abitudine ingannatrice e fatevi nuovi da principio, per essere discepoli di una dottrina nuova. Non solo con gli occhi, ma anche con la mente considerate di quale sostanza e di quale forma siano quelli che voi chiamate e ritenete dèi. 
Non (sono essi) pietra come quella che si calpesta, bronzo non migliore degli utensili fusi per l'uso, legno già marcio, argento che ha bisogno di un uomo che lo guardi perché non venga rubato, ferro consunto dalla ruggine, argilla non più scelta di quella preparata a vile servizio? 
Non (sono) tutti questi (idoli) di materia corruttibile? Non sono fatti con il ferro e con il fuoco? Non li foggiò lo scalpellino, il fabbro, l'argentiere o il vasaio? Prima che con le loro arti li foggiassero, ciascuno di questi (idoli) non era trasformabile, e non lo può (essere) anche ora? E quelli che ora sono gli utensili della stessa materia non potrebbero forse diventare simili ad essi se trovassero gli stessi artigiani? 
E per l'opposto, questi da voi adorati non potrebbero diventare, ad opera degli uomini, suppellettili uguali alle altre? Non sono cose sorde, cieche, inanimate, insensibili, immobili? Non tutte corruttibili? Non tutte distruttibili? 
Queste cose chiamate dèi, a queste servite, a queste supplicate, infine ad esse vi assimilate. 
Perciò vi ritenete cristiani ma nel contempo odiate i veri cristiani perché non credono ai vostr i dèi. 
Ma voi che li pensate e li immaginate tali non li disprezzate più di loro? Non li deridete e li oltraggiate più voi che venerate quelli di pietra e di creta senza custodi, mentre chiudete a chiave di notte quelli di argento e di oro, e di giorno mettete le guardie perché non vengano rubati? 
Con gli onori che credete di rendere loro, se hanno sensibilità, siete piuttosto a punirli. Se non hanno i sensi siete voi a svergognarli con sacrificio di sangue e di grassi fumanti. 
Provi qualcuno di voi queste cose, permetta che gli vengano fatte. Ma l'uomo di propria volontà non sopporterebbe tale supplizio perché ha sensibilità e intelligenza; ma la pietra lo tollera perché non sente. Molte altre cose potrei dirvi perché i cristiani non servono questi dèi. Se a qualcuno ciò non sembra sufficiente, credo inutile parlare anche di più. 

Inoltre, credo che voi piuttosto desiderate sapere perché essi non adorano Dio secondo gli ebrei. 
Gli ebrei hanno ragione quando rigettano l'idolatria, di cui abbiamo parlato, e venerano un solo Dio e lo ritengono padrone di tutte le cose. Ma sbagliano se gli tributano un culto simile a quello dei pagani. 
Come i greci, sacrificando a cose insensibili e sorde dimostrano stoltezza, così essi, pensando di offrire a Dio come ne avesse bisogno, compiono qualche cosa che è simile alla follia, non un atto di culto. 
«Chi ha fatto il cielo e la terra e tutto ciò che è in essi», e provvede tutti noi delle cose che occorrono, non ha bisogno di quei beni. Egli stesso li fornisce a coloro che credono di offrirli a lui. 
Quelli che con sangue, grasso e olocausti credono di fargli sacrifici e con questi atti venerarlo, non mi pare che differiscano da coloro che tributano riverenza ad oggetti sordi che non possono partecipare al culto. Immaginarsi poi di fare le offerte a chi non ha bisogno di nulla! 

Non penso che voi abbiate bisogno di sapere da me intorno ai loro scrupoli per certi cibi, alla superstizione per il sabato, al vanto per la circoncisione, e alla osservanza del digiuno e del novilunio: tutte cose ridicole, non meritevoli di discorso alcuno.
Non è ingiusto accettare alcuna delle cose create da Dio ad uso degli uomini, come bellamente create e ricusarne altre come inutili e superflue? 
Non è empietà mentire intorno a Dio come di chi impedisce di fare il bene di sabato?
Non è degno di scherno vantarsi della mutilazione del corpo, come si fosse particolarmente amati da Dio? 
Chi non crederebbe prova di follia e non di devozione inseguire le stelle e la luna per calcolare i mesi e gli anni, per distinguere le disposizioni divine e dividere i cambiamenti delle stagioni secondo i desideri, alcuni per le feste, altri per il dolore? 
Penso che ora voi abbiate abbastanza capito perché i cristiani a ragione si astengono dalla vanità, dall'impostura, dal formalismo e dalla vanteria dei giudei. Non credere di poter imparare dall'uomo il mistero della loro particolare religione. 

I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. 
Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. 
La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. 
Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. 
Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. 
Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. 
Mettono in comune la mensa, ma non il letto. 
Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. 
Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. 
Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi.
Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. 
Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. 
Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. 
Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. 
Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. 
Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita.
Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell'odio. 

A dirla in breve, come è l'anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. 
L'anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra. 
L'anima abita nel corpo, ma non è del corpo; i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo. 
L'anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile; i cristiani si vedono nel mondo, ma la loro religione è invisibile. 
La carne odia l'anima e la combatte pur non avendo ricevuto ingiuria, perché impedisce di prendersi dei piaceri; il mondo che pur non ha avuto ingiustizia dai cristiani li odia perché si oppongono ai piaceri. 
L'anima ama la carne che la odia e le membra; anche i cristiani amano coloro che li odiano. 
L'anima è racchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono nel mondo come in una prigione, ma essi sostengono il mondo. 
L'anima immortale abita in una dimora mortale; anche i cristiani vivono come stranieri tra le cose che si corrompono, aspettando l'incorruttibilità nei cieli. 
Maltrattata nei cibi e nelle bevande l'anima si raffina; anche i cristiani maltrattati, ogni giorno più si moltiplicano. 
Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non è lecito abbandonare. 

Infatti, come ebbi a dire, non è una scoperta terrena da loro tramandata, né stimano di custodire con tanta cura un pensiero terreno né credono all'economia dei misteri umani. 
Ma quello che è veramente signore e creatore di tutto e Dio invisibile, egli stesso fece scendere dal cielo, tra gli uomini, la verità, la parola santa e incomprensibile e l'ha riposta nei loro cuori. Non già mandando, come qualcuno potrebbe pensare, qualche suo servo o angelo o principe o uno di coloro che sono preposti alle cose terrene o abitano nei cieli, ma mandando lo stesso artefice e fattore di tutte le cose, per cui creò i cieli e chiuse il mare nelle sue sponde e per cui tutti gli elementi fedelmente custodiscono i misteri. Da lui il sole ebbe da osservare la misura del suo corso quotidiano, a lui obbediscono la luna che splende nella notte e le stelle che seguono il giro della luna; da lui tutto fu ordinato, delimitato e disposto, i cieli e le cose nei cieli, la terra e le cose nella terra, il mare e le cose nel mare, il fuoco, l'aria, l'abisso, quello che sta in alto, quello che sta nel profondo, quello che sta nel mezzo; lui Dio mandò ad essi. 
Forse, come qualcuno potrebbe pensare, lo inviò per la tirannide, il timore e la prostrazione? 
No certo. Ma nella mitezza e nella bontà come un re manda suo figlio, lo inviò come Dio e come uomo per gli uomini; lo mandò come chi salva, per persuadere, non per far violenza. A Dio non si addice la violenza. 
Lo mandò per chiamare non per perseguitare; lo mandò per amore non per giudicare. 
Lo manderà a giudicare, e chi potrà sostenere la sua presenza? 
Non vedi (i cristiani) che gettati alle fiere perché rinneghino il Signore, non si lasciano vincere? 
Non vedi, quanto più sono puniti, tanto più crescono gli altri? 
Questo non pare opera dell'uomo, ma è potenza di Dio, prova della sua presenza. 

Chi fra tutti gli uomini sapeva perfettamente che cosa è Dio, prima che egli venisse? 
Vorrai accettare i discorsi vuoti e sciocchi dei filosofi degni di fede? Alcuni affermavano che Dio è il fuoco, ove andranno essi chiamandolo Dio, altri dicevano che è l'acqua, altri che è uno degli elementi da Dio creati. 
Certo, se qualche loro affermazione è da accettare si potrebbe anche asserire che ciascuna di tutte le creature ugualmente manifesta Dio. 
Ma tutte queste cose sono ciarle e favole da ciarlatani. 
Nessun uomo lo vide e lo conobbe, ma egli stesso si rivelò a noi.
Si rivelò mediante la fede, con la quale solo è concesso vedere Dio. 
Dio, signore e creatore dell'universo, che ha fatto tutte le cose e le ha stabilite in ordine, non solo si mostrò amico degli uomini, ma anche magnanimo. 
Tale fu sempre, è e sarà: eccellente, buono, mite e veritiero, il solo buono. 
Avendo pensato un piano grande e ineffabile lo comunicò solo al Figlio.
Finché lo teneva nel mistero e custodiva il suo saggio volere, pareva che non si curasse e non pensasse a noi. 1
Dopo che per mezzo del suo Figlio diletto rivelò e manifestò ciò che aveva stabilito sin dall'inizio, ci concesse insieme ogni cosa, cioè di partecipare ai suoi benefici, di vederli e di comprenderli. Chi di noi se lo sarebbe aspettato? 

(Dio) dunque avendo da sé tutto disposto con il Figlio, permise che noi fino all'ultimo, trascinati dai piaceri e dalle brame come volevamo, fossimo travolti dai piaceri e dalle passioni. Non si compiaceva affatto dei nostri peccati, ma ci sopportava e non approvava quel tempo di ingiustizia. Invece, preparava il tempo della giustizia perché noi fossimo convinti che in quel periodo, per le nostre opere, eravamo indegni della vita, e ora solo per bontà di Dio ne siamo degni, e dimostrassimo, per quanto fosse in noi, che era impossibile entrare nel regno di Dio e che solo per sua potenza ne diventiamo capaci. 
Dopo che la nostra ingiustizia giunse al colmo e fu dimostrato chiaramente che come suo guadagno spettava il castigo e la morte, venne il tempo che Dio aveva stabilito per manifestare la sua bontà e la sua potenza. O immensa bontà e amore di Dio. Non ci odiò, non ci respinse e non si vendicò, ma fu magnanimo e ci sopportò e con misericordia si addossò i nostri peccati e mandò suo Figlio per il nostro riscatto; il santo per gli empi, l'innocente per i malvagi, il giusto per gli ingiusti, l'incorruttibile per i corrotti, l'immortale per i mortali. 
Quale altra cosa poteva coprire i nostri peccati se non la sua giustizia? 
In chi avremmo potuto essere giustificati noi, ingiusti ed empi, se non nel solo Figlio di Dio?
Dolce sostituzione, opera inscrutabile, benefici insospettati! L'ingiustizia di molti viene riparata da un solo giusto e la giustizia di uno solo rende giusti molti. 
Egli, che prima ci convinse dell'impotenza della nostra natura per avere la vita, ora ci mostra il salvatore capace di salvare anche l'impossibile. Con queste due cose ha voluto che ci fidiamo della sua bontà e lo consideriamo nostro sostentatore, padre, maestro, consigliere, medico, mente, luce, onore, gloria, forza, vita, senza preoccuparsi del vestito e del cibo. 

Se anche voi desidete  questa fede, per prima dovete ottenere la conoscenza del Padre. 
Dio, infatti, ha amato gli uomini. Per loro creò il mondo, a loro sottomise tutte le cose che sono sulla terra, a loro diede la parola e la ragione, solo a loro concesse di guardarlo, lo plasmò secondo la sua immagine, per loro mandò suo figlio unigenito, loro annunziò il Regno nel cielo e lo darà a quelli che l'hanno amato. 
Una volta conosciutolo, hai idea di qual gioia sarai colmato? Come non amerai colui che tanto ti ha amato?
Ad amarlo diventerai imitatore della sua bontà, e non ti meravigliare se un uomo può diventare imitatore di Dio: lo può volendolo lui (l'uomo). 
Non si è felici nell'opprimere il prossimo, nel voler ottenere più dei deboli, arricchirsi e tiranneggiare gli inferiori. In questo nessuno può imitare Dio, sono cose lontane dalla Sua grandezza! 
Ma chi prende su di sé il peso del prossimo e in ciò che è superiore cerca di beneficare l'inferiore; chi, dando ai bisognosi ciò che ha ricevuto da Dio, è come un Dio per i beneficati, egli è imitatore di Dio. 
Allora stando sulla terra contemplerete perché Dio regna nei cieli, allora incomincerete a parlare dei misteri di Dio, allora amererete e ammirerete quelli che sono puniti per non voler rinnegare Dio. Condannerai l'inganno e l'errore del mondo quando conoscerete veramente la vita nel cielo, quando disprezzerete quella che qui pare morte e temerete la morte vera, riservata ai dannati al fuoco eterno che tormenta sino alla fine coloro che gli saranno consegnati. 
Se conoscerete quel fuoco ammirerte e chiamerete beati quelli che sopportarono per la giustizia il fuoco temporaneo. 

Non dico stranezze né cerco il falso, ma, divenuto discepolo degli apostoli, divento maestro delle genti e trasmetto in maniera degna le cose tramandate a quelli che si son fatti discepoli della verità.
Chi infatti, rettamente istruito e fattosi amico del Verbo, non cerca di imparare saggiamente le cose che dal Verbo furono chiaramente mostrate ai discepoli? Non apparve ad essi il Verbo, manifestandosi e parlando liberamente, quando dagli increduli non fu compreso, ma guidando i discepoli che, da lui ritenuti fedeli, conobbero i misteri del Padre? 
Egli mandò il Verbo come sua grazia, perché si manifestasse al mondo. Disprezzato dal popolo, annunziato dagli apostoli, fu creduto dai pagani. 
Egli fin dal principio apparve nuovo ed era antico, e ognora diviene nuovo nei cuori dei fedeli. 
Egli eterno, in eterno viene considerato figlio. Per mezzo suo la Chiesa si arricchisce e la grazia diffondendosi nei fedeli si moltiplica. Essa ispira saggezza, svela i misteri, preannuncia i tempi, si rallegra per i fedeli, si dona a quelli che la cercano, senza infrangere i giuramenti della fede né oltrepassare i limiti dei padri. 
Si celebra poi il timore della legge, si riconosce la grazia dei profeti, si conserva la fede dei Vangeli, si conserva la tradizione degli apostoli e la grazia della Chiesa esulta. 
Non contristando tale grazia, saprete ciò che il Verbo dice per mezzo di quelli che vuole, quando vuole. 
Per amore delle cose rivelateci vi facciamo partecipi di tutto quanto; per la volontà del Verbo che lo ordina, fummo spinti a parlare con zelo. 

Attendendo e ascoltando con cura, conoscerete quali cose Dio prepara a quelli che lo amano rettamente. Diventano un paradiso di delizie e producono in se stessi, ornati di frutti vari, un albero fruttuoso e rigoglioso. 
In questo luogo, infatti, fu piantato l'albero della scienza e l'albero della vita; non l'albero della scienza, ma la disubbidienza uccide. 
Non è oscuro ciò che fu scritto: che Dio da principio piantò in mezzo al paradiso l'albero della scienza e l'albero della vita, indicando la vita con la scienza. Quelli che da principio non la usarono con chiarezza, per l'inganno del serpente furono denudati. 
Non si ha vita senza scienza, né scienza sicura senza vita vera, perciò i due alberi furono piantati vicino. L'apostolo, comprendendo questa forza e biasimando la scienza che si esercita sulla vita senza la norma della verità, dice: «La scienza gonfia, la carità, invece, edifica». 
Chi crede di sapere qualche cosa, senza la vera scienza testimoniata dalla vita, non sa: viene ingannato dal serpente, non avendo amato la vita. Lui, invece, con timore conosce e cerca la vita, pianta nella speranza aspettando il frutto. 
La scienza sia il tuo cuore e la vita la parola vera recepita. 
Portandone l'albero e cogliendone il frutto abbonderai sempre delle cose che si desiderano davanti a Dio, che il serpente non tocca e l'inganno non avvince; Eva non è corrotta ma è riconosciuta vergine. 
Si addita la salvezza, gli apostoli sono compresi, la Pasqua del Signore si avvicina, si compiono i tempi e si dispongono in ordine, e il Verbo che ammaestra i santi si rallegra. Per lui il Padre è glorificato; a lui la gloria nei secoli. 
Amen.

 

giovedì 5 febbraio 2026

La DRAMMA perduta


Molte cose ho ancora da dirvi, 
ma per il momento non siete 
capaci di portarne il peso.
Se vi ho parlato di cose della terra 
e non credete, come crederete se 
vi parlerò di cose del cielo? 

mercoledì 4 febbraio 2026

CAXXO! Ma come fate a non capire?



Ma sapete leggere le scritture?
Non c'è nulla da studiare.
Se non sapete leggere fatele leggere da qualcuno o anche da questa BEST'I.A.

lunedì 2 febbraio 2026

CAXXO! E' risorto FRANCESCO!

Il popolo che camminava nelle tenebre 
vide una grande luce. 
Alzati, rivestiti di luce, 
perché viene la tua luce.





lunedì 12 gennaio 2026

GENErATEI IN-SiEME CON-SORTE UNICA


CU-GINI vuol dire GENERATO INSIEME da CON-SORELLE. Questo fa capire che i testi sono anche forme cripte per spiegare cosa unisce le semplici creature a divinità spirituali. Nel "FARE FINTA" non si deve escludere questo tipo di lettura, perché stiamo parlando di esseri NON di questo MONDO che sono legati a ESSERI di QUESTO mondo. Perciò, alla LUCE di questa LETTURA si può comprendere le AppPARENTI contraddizioni che legano la PAREN-TELA TRA un FIGLIO dell'UOMO a un FIGLIO di DONNA. OvVERO SPIRITO e CORPO in UNA CARNE SOLA! Questa AppPARENTE differenza porta anche a riflettere su QUANDO lo SPIRITO si imPOsSESSA del CORPO e QUANDO lo ABBA'DONA. E vale anche per LA SPOSA che E' CON SORTE. Per questo il NAZIRENO che battezzava con a.C.:QUA non si ritenEVA la SPOSA dello SPIRITO UNTO-RE ma un semplice aMICO. Vi alLEGO alcune immagini per PRO-VOCARVI a quanto S.O.S.TENGO





PERCIO' OGGI VI HO GENE-RATEI! Ma VOI MI AVETE RICONOSCIUTO?











venerdì 9 gennaio 2026

Chi è il Dio della Bibbia e CHI il MIO SIGNORE


Eppure Gesù ha avvertito quel Satana che stava esagerando.
Ci darà indietro tutto il maltolto come fece per Giobbe?
Questo Amministratore disonesto ridarà quello che ci aveva tolto senza il volere del Padre?
Come si incatena questo dio minore che si sostituisce al Padre che RIMANE nei Cieli ad aspettarci?
Anche il Padre è vittima di questo POTENTE di cui ha rovesciato il SUO TRONO in Cielo?
In conclusione cosa voglio dirvi prima che vengono a prendermi e a buttarmi fuori da questo mondo?
PRE-VOSTro ha cambiato anche la FERULA CONCILIARE di CHI aveva capito che nella CHIESA era entrata SATANA e non solo con il SUO FU mo'.
State A.T.TENTI. Ricordatevi quel che vi ho scritto e se non volete credere alle MIE PAROLE, credete ALMEno ai FATTI del FIGLIO CROCIFISSO.
Io posso manifestare IL RISORTO ma chi di voi può farlo?
VOI potete al massimo annunciare e testimoniare i TANTI CROCEFISSI che continuano a predicare coLUI che fu scandalo per i Giudei, che chiedevano miracoli nel corpo, e stoltezza per i pagani, che cercavano la sapienza.
Ma LEI disse nel a.C.conSENTIRE il PADRE, con il suo SI, ECC..OMO: "HAI RIVOLTATO I POTENTI DAL TRONO".






mercoledì 7 gennaio 2026

MATTaO UNdici, se.dici - dici8









Sembra che il male abbia preso il sopravvento? Nessuno paga per i delitti commessi, anzi sembra che questi demoni fanno pagare qualcosa alle vittime e ai familiari delle vittime.




Perciò, quanto è guande la vostra FEDE, in questi ultimi TEMPI?

domenica 4 gennaio 2026

Dio⚓ancora E' MADRE


CoLUI che doveva venire è venuto dalla Fine del Mondo a confermarci che non dobbiamo avere paura. 
Dobbiamo preservare la nostra ANIMA DEI VIVENTI e non il corpo dei morti (Lc 24,5).
La MATER YA è MADRE e lo SPIRITO è PADRE mentre il FIGLIO li unisce.
La MATER/MADRE ha il compito di morire continuamente per donare VITA a chi deve capire LA VERITA' DEI CIELI.
Il corpo della Sposa è dello Sposo e quello dello Sposo è della Sposa.
Ma innanzitutto il corpo di entrambi è DEI LORO Spiriti.



giovedì 1 gennaio 2026

Buon ANO


 Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni. Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la  sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato. Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici è non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. È avere il coraggio di dire “Mi dispiace”. È avere la sensibilità di dire “Ho bisogno di te”. È avere la capacità di dire “Ti amo”. Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità … che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza. E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza. Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai … Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile.