A.D: eRODE GIU'nSE noTIZIO di un CERTO GE-SU', di quello che DIC'EVA. Egli disse ai suoi CORTIgiANI: «Costui è coLUI che IO ho SALVATO dalle GRINFIE delle RE-GINA, che, TRE-MITE la figlia, VOLEVA ELI'minare il SUO CAPO».
InFATTI, il TEtrARCA avEVA FATTO arRESTA-RE, inCATENA-RE e GETTA-RE in PRE-GIONA coLUI che dicEVA: «NOTI è LEI-CITO TEnere CHI vuole SOLO il TUO REgno!». Essa ERA moglie di suo fraTEllo, AMANTE DEI CAVAlli.
Il RE AVEva pAURA delle FOLLI perché lo conSIDER'AVA un PRO-FETO dell'ALTISSIMO.
Quando eRODE COMPI' gli ANNI della SUA VITA, la figlia della 'COGNATA' d'ANZI' in pubblico per LUI e PIa.C.QUA tANTo a eRODE che gli le proMISEr con GIU'raMENTO di DARle quello che aVESSE CHIeSTO'. Ella, 'ISTIGATA' DALLA MATER, disse: «DAmMI qui, su un VASOsIO, 'IL CAPO' di quel PRO-FETO».
Il TEtrARCA si RAtTRI-STO', AMOtivo del GIU'-RA-MENTO e DEI CON-ME-SALI e 'ORDINO'' quelCHE AVE'EVA PRO-MESSA e MAN-DO' a diVIDE-RE il CAPO dal PRO-FETO in PRE-GIONA. Il SUO CAPO VENNE ... SU UN VASO-IO di arGENTE, 'FU-DATA' alla FAN-CIULLA 'CHELA' PORTA a SUA MATER.
I SUOI, inVECE, si PRE-SENTARONO a PREnDARE il RESTO CAd'AVERE e lo SEPPEllirono inFORMAnDO' GE-SU', che SI RI-VESTI con un altra CAPIgliatURa.