Una creatura in formazione che segue chi è più VERO e cerca di richiamare chi ha ancora dei dubbi. Tutto con un senso, in un senso, nell unico senso
giovedì 31 ottobre 2013
La SPOSA GIU'stiFICAta
Lo SPIRITO scende fin negli INFERI per venir in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio SUO e dalla SUA Sposa, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli e le la SUA SPOSA.
Quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche GIU'stiFICAti; quelli che ha giustificato, li ha anche GLORIficaTI.
Se Dio è con loro, chi sarà contro di loro?
Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio per salvare la SPOSA, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui e la SUA SPOSA? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelti? Dio è colui che GIU'stiFICA! Chi condannerà? LUI è morto, anzi è riSORTO, sta alla destra di Dio e intercede per noi!
Chi ci separerà dall’amore di LUI? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Come sta scritto: «Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello».
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in LUI, il MIO SIGNORE.
Ma mi diranno: «Parti e vattene via di qui, perché non ti vogliamo e non vogliamo queste PENE».
EpPURE io ho scacciato demòni in me, rendendoli ANGELI e compio guarigioni in LORO, oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera sarà compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un io possa morire prima della mia creazione, ancor prima della SUA GENRAZIONE”.
O SPOSA, AMICA MIA NELL'AMORE, tu che non riconosci colui che ritorna e scacci i mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli sotto le mie ALI, ma loro non hanno voluto! Ecco, la vostra anima è ABBAnDONATA a voi stessi! Vi dico infatti che non mi potete vedere, finché riconoscerete chi riporto a VOI: “il benedetto NOME del Signore!”».
l'UNICA MIaSURA
Anche una FALSITA’, non smascherata dalla LUCE, è una VERITA’ che spadroneggia nelle TENEBRE.
Ma quando ci sarà qualcUNO che la ILLUMINERA’, essendo VERO “PORTATORE di LUCE” (VERA FIAMMA), questa "verità" comincia a svanire … lasciando nella miseria chi la sorreggeva (vedi "bugia" porta-candela, "candela" porta-fiamma, "fiamma" porta-luce).
ORA (adESSO), se nelle TENEBRE ci sono FIGLI della LUCE, questi seguiranno la LUCE, ma se ci sono figli delle tenebre, quelli cercheranno di spegnere LA LUCE.
CHI HA CONOSCIUTO LA LUCE in … “LUI” non teme di MORIRE se quella LUCE è immortale, ma ci sono anche quelli che CONOSCENDO “BENE” la LUCE, preferendo le tenebre, si comportano allo stesso modo in una intransigente perseveranza di rimanere nelle TENEBRE, perché sanno di essere anch’essi immortali rimanendo nelle tenebre.
Ma non i CORPI che preFERISCONO ascoltarli, pensando che ritorneranno a essere corpi viventi.
ORA (adESSO), sta a VOI scegliere da che parte STARE se avete CONOSCIUTO interaMENTE le TENEBRE e PARZIALmente la LUCE.
Ma A.T.-TENTI a CHI E’ PADRONE del CIELO e della terra con tutte le LORO tenebre, essendo FIGLIO del PADRE che ha VINTO il MONDO, portando a compimento la SUA MISSIONE in SE STESSO, divenendo VIA, VERITA’ e VITA E TERNA.
Come riconoscerlo in queste BI-VIaLENZE?
Con l'aiuto della TERZA PERSONA!
Il METODO della SUA MI-SURA?
Del SUO GIU’dizio?
Non in spazio e nemmeno in TEMPO.
L’UNICO in EQUITA’, nel NON contraddirsi MAI e, se capita …, CHIEDENDO … X DONO, per RENDERE GRAZIE a chi lo ha tentato, fatto CADERE e invitato ad ALZARSI (VEDI VIA della CROCE).
Voi non riuscite ancora a VEDERE il FIGLIO dell’UOMO-DIO. Voi vedete solo “ALBERI che CAMMINANO" e che non portano FRUTTI di VITA E-TERNA.
Ci SONO anche ALBERI FERMI nel LORO ospitare TUTTI i VOLATILI del CIELO, ma a guardarli BENE sono DUE in UNO, come se UNO si AV-VOLG'ESSE sull’altro.
Una VITE sorretta da un FICO?
O un MELO?
CHI ERA con LUI sotto il FICO?
E la MELA da dove spunta?
E le FOGLIE di FICO?
Poveri quelli che parlano per sentito dire e non con l’AIUTO di conoscenza di COSE E-TERNE, non di scritture PASSATE e nemmeno di RI-VELAZIONI future, ma l’OGGI, l’adESSO, come se E’ ancora SOTTO quello strano albero, con quello strano ESSERE vivente.
Un serPENDE? Un PADRONE del GIARDINO?
O, ancora, un semplice TRALCIO della VITE del SIGNORE, da piantare in TERRA fertile?
Chi vi darà quel frutto dall’ALBERO della VITE, se c’è a guardia lo STESSO CHE-RUBINO?
IO SONO QUI, che lo GUARDO, e LUI mi sorride ed io non gli RUBO il FRUTTO che mi indica di rubare, perché ho TI-MORE … non della PUNIZIONE, visto che la PUNIZIONE porta SEMPRE alla PERFEZIONE, ma che io VENGA CACCIATO da questa TERRA e impedito a PARLARVI. Non poter più SPIFFERA-RE le COSE del CIELO che VEDO, SENTO e TOCCO.
Non più in PARABOLE, ma APERTAMENTE per far ILLUMINARE gli ASSONNATI portatori di LUCE, ospitati da una POVERE che ORA MAI E’ quasi CENERE.
Chi VI ha DATO il FRUTTO dall’ALBERO al CENTRO del PARADISO?
Da quale RAMO?
LEGGETE BENE!
Il SERpende non ha ARTI, anche se è un ARTISTA ineguagliabile.
Ya Ha Wete LO SPIRITO SANTO?
Quale ANGELO può farVELO CONOSCERE?
CERCA-TELO!
Vi prego di PERDONARMI perché vi rendo GRAZIE per AVERMI FATTO risentire il FUOCO del MIO ANGELO. UN VERO ROVETO ARDENTE. Più di un BATTESIMO, per adESSO senza la PUNIZIONE della CROCE.
Era questa la SPINA di PAOLO?
Chi potrà LEVArMELA?
martedì 29 ottobre 2013
IL PRIMO CON C'E' bIg MENTO
In quel tempo, ci sembrava di sognare, quando il SIGNORE riSTABILI' la nostra SORTE.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso, la nostra lingua di gioia.
All'ORA DICEvAMO tra di NOI:
«Il SIGNORE ha fatto grandi cose per NOI».
Grandi cose ha fatto il SIGNORE per noi: ERAVAMO PIENI di ... gioia.
«Il SIGNORE fece cose simili a un seme, come un serpentello VIVENTE, che LUI fece penetrare nella terra che ci accoglieva; come in un GIARDINO crebbe e divenne un albero che cammina. Tutti i "VOLATILI" del Cielo vennero a ripararsi in NOI fra le nostre ... fasce osSEe».
Sembrava come se avesse inserito in NOI qualcUNO che avesse la stessa nostra sostanza, ma simile a lievito. QuanCOSA di macerato, fermentato fuori noi, che una donna A.C.COGLIE e fa SUO, impastandolo con la sua stessa CARNE.
Finchè si lievita e diventa un'altra CARNE nella quale c'è anche il SUO SPIRITO.
Il SIGNORE, dunque, riSTABILI' la nostra sorte, tracciando come un letto di un torrente verso il nostro FINE.
Ci sembrava che LUI pingesse e le sue lacrime mietessero VERA GIOIA, come un PADRE e già VEDE il SUO bambino negli OCCHI della SUA SPOSA.
Ma nell’andare, se ne va piangendo, portando con sè l'altro seme da ... gettare,
ma nel tornare, VIENE con gioia, portando i suoi ... covoni.
Riteniamo che le SUE sofferenze di quel tempo presentano paragoni alla gloria futura che sarà rivelata in noi.
L’ardente aspettativa della VERA GENERAZIONE, in FATTI, è protesa verso la rivelazione dei FIGLI di DIO. La GENERAZIONE in FATTI è PIU' della creazione, anche se è sottoposta alla caducità – non per nostra volontà, ma per volontà di coLUI che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione della nostra creazione, essendo fatti di terra, per entrare nella libertà della gloria del REGNO di un DIO NUOVO. Padrone del NUOVO REGNO DEI CIELI.
Sappiamo in FATTI che tutta in SiEME la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a FIGLI, la redenzione del nostro corpo, non più solo materiale, ma SOPRA TUTTO SPIRITUALE.
In questa speranza in FATTI siamo salvati.
Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; in FATTI, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza per il completo COMPIMENTO.
lunedì 28 ottobre 2013
Accolto come FRATELLO, essendo figlio dello stesso Padre di "Simone e Giuda".
Peccatore, rinnegatore e anche traditore … come UNO di NOI.
Ma in quale MODO? Contro quali LEGGI?
NOI, come pietre d'inciampo, di noi stessi e per gli altri, per sentirci migliori di chi VESTE la nostra stessa PELLE!
LUI venuto ad ABITARE tra NOI … in NOI!
Nella Prima Epistola di Pietro al cap. 2,7-9 infatti sta scritto:
"Poiché si legge nella Scrittura: Ecco, io pongo in … una pietra angolare, eletta e preziosa; e chiunque crede in lui non sarà confuso. Per voi dunque che credete ella è preziosa per voi che credete; ma per gl'increduli la pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella che è divenuta la pietra angolare, e una pietra d'inciampo e un sasso d'intoppo: essi, infatti, essendo disubbidienti, intoppano nella Parola; ed a questo sono stati anche destinati." (vedi anche Isaia 28,1; 8,14; Salmo 118,22; Matteo 21,42; Romani 9,33)
Quando la Parola di Dio non è accettata (dai "non-credenti") e quando alcuni "credenti" non continuano ad ubbidire alla Parola, come fecero all'inizio della loro conversione, Essa rimane una pietra d'inciampo per loro, che disubbidiscono o non credono!
Non ubbidire significa in FATTI rimanere in uno stato d'incredulità nei confronti di un messaggio che vale soprattutto per sé, CREDENDO o non credendo in un Dio. Per questo è PAROLA di Dio e viene personalmente da Dio! Prescindendo l’incontro con Dio stesso o il Figlio che vuole riVELARCiELO.
Se non sono credenti, essi inciampano e rimangono schiacciati! Il giudizio di condanna non è stato cambiato, perché loro sono... contenti così! Orgogliosamente attaccati alla loro opinione e alla loro giustizia, si oppongono decisamente e caparbiamente a Dio, scuotendo le spalle ad ogni PAROLA BIBLICA che viene loro letta. Il fatto che non cerchino né il Regno di Dio, né la Sua Giustizia, li fa essere amanti della loro concezione del mondo, della vita e di ciò che farebbero se fossero in Dio. A loro non interessa la VOLONTÀ di Dio, come richiesto nella preghiera del Padre Nostro, ma la loro volontà di persone "che hanno capito tutto", e che sono in grado persino di ... (in un CERTO modo) giudicare Dio! Essi non cercano Dio e non Lo troveranno! Non bussano alla SUA Porta, dove abita il FIGLIO e Lui non aprirà! Non chiedono nulla, perché si sentono in grado di dare a Dio (che cosa poi?) e non riceveranno alcunché! Quando si troveranno davanti al Sommo Giudice, che COLUI che giudica con lo STESSO modo con il quale ha giudicato il “giudicato”, si accorgeranno che non hanno mai avuto... un potere contrattuale col Padre Eterno DEI GIU’dici sul GIU’sto’!
La loro condanna è automatica per il solo e principale fatto, peraltro gravissimo, di non essere voluti stati dalla parte della GIUSTIZIA assoluta, cioè quella che non ha difetti e né pregi perché GIUDICA con lo stesso MODO che si giudica il PROSSIMO che è SEMPRE DIO, nel male o nel BENE.
Insensati! Che il SIGNORE abbia pietà di loro e gli conceda ALTRO TEMPO per ravVEDERSI!
SE SONO CREDENTI, inciampano, si fanno male da soli..., non camminano spediti, perché inciampano continuamente..., credono che l'inciampo faccia parte della fede... e trasmettono una fede malata, piena di inciampi! Se pur "nati di nuovo", sono rimasti "neonati" e non sono cresciuti perché sono rimasti attaccati alla loro "nuda fede bambina". Essi non danno una buona testimonianza e non possono darla, perché inciampano continuamente...; essi credono che la Parola di Dio non va letta, capita e messa in pratica così com'è, ma interpretata e filtrata dalla propria sensibilità, intelligenza ed esperienza. Essi non credono che il FIGLIO sia un Dio Vivente, adESSO INSIEME a NOI. Lo rimandano su un altare, come se fosse un altro Dio, un’altra PARTE di Dio, diventando inconsapevolmente IDOLATRI e non ADORATORI dell’UNICO DIO, FATTO di TRE PERSONE. Se non a parole lo considerano a FATTI un MITO, una GUIDA, un personaggio storico dalla vita interessante, come quella di Socrate e di tanti altri filosofi... A tutti costoro la Bibbia rivolge una precisa parola di avvertimento, così come fu rivolta alla credente nazione incredula e a tutti gli increduli in generale:
"Che diremo dunque? Diremo che i pagani, i quali non ricercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, però la giustizia che deriva dalla fede; mentre il popolo scelto, che ricercava una legge di giustizia, non ha raggiunto questa legge. Perché? Perché l'ha ricercata non per fede ma per opere. Essi hanno urtato nella pietra d'inciampo. Com'è scritto: Io metto in … una pietra d'inciampo e una roccia di scandalo; ma chi crede in Lui non sarà confuso." (Romani 9,30-33)
IL TRISTE DESTINO di CHI INCIAMPA
Milioni, anzi miliardi di persone hanno inciampato fin adESSO. Questo inferno è tanto grande che li contiene tutti!
"Ci son tre cose che non si saziano mai, anzi quattro che non dicono mai 'Basta!': Il soggiorno dei morti..." (Proverbi 30,15)
La lotta tra credenti e non credenti sta tutta nella contrapposizione tra le opere meritorie dell'uomo e l'unica opera meritoria RIMANE ANCORA e àncora: LA SUA CROCE!
In Romani, al cap. 11 leggiamo:
6 Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia. (ma se è per opere, non è più grazia, altrimenti l'opera non sarebbe più opera.)
7 Che dunque? Quello che … cerca, non lo ha ottenuto; mentre lo hanno ottenuto gli eletti; e gli altri sono stati induriti,
8 com'è scritto: Dio ha dato loro uno spirito di torpore, occhi per non vedere e orecchie per non udire, (fino a questo giorno).
9 E Davide dice: La loro mensa sia per loro un laccio, una rete (o una trappola), un inciampo e una retribuzione.
10 Siano gli occhi loro oscurati perché non vedano e rendi curva la loro schiena per sempre.
Quelli che non accettano la VERITA’, non si piegano, sono duri, come il Faraoni d'Egitto. Il Faraone ebbe persino il coraggio di dire: pregate per me! (Esodo 8,28) Ma come lo diceva? Sicuramente non con il cuore, ma solo a parole! Se avessero accettato di pregare per il faraone, avrebbe pregato per il Faraone, ma... non sarebbero andati troppo lontano, essendo questa la condizione alla quale, implicitamente avrebbero ubbidito! Avrebbe inciampato allo stesso laccio al quale inciampava il Faraone...
E così FU anche quando un TERZO DEI Angeli decise di USCIRE da un CIELO senza senso, un PARADISO senza TERRA su cui poggiare i PIEDI, sporcarli di quanto CREATO per un FINE e non per un VANTO, con ANIMAli da accudire per venir osannati come dei.
TRISTE DESTINO ANCHE PER I CREDENTI CHE INCIAMPANO
ESSI SONO I famosi CREDENTI non credenti in opere in loro stessi, pertanto, SENZA FEDE.
QUELLI NON GRADITI A DIO!
Esistono?
Certo!
Sono quelli che vivono "secondo la carne, pensano alle cose della carne... infatti ciò che brama la carne è morte,... è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo; (Romani 8,5-7)
Insomma "quelli che sono nella carne, non possono piacere a Dio." (Romani 8,8)
Sono "fratelli" che amano la legge più che la grazia, e sono pronti a giudicare secondo le regole che loro stessi amano. Ma la VERITA’ assoluta che GIUDICA senza condannare è un inciampo per loro e loro sono un inciampo per i veri credenti, che hanno però il sacro dovere di non distogliere, mai gli occhi dal GIU-DICE ASSO-LUTO e SU-PREMO. L'inciampante è uno che "sta a terra spiritualmente" cioè che ha un cattivo rapporto con Dio. Spesso sappiamo anche che non prega o non sa pregare... Inoltre può succedere che l'inciampante diventi anche inciampatore, come CHI non entrava e non faceva neanche entrare gli altri.
L'inciampante, sia pur nato dallo Spirito, torna alla legge e alle regole e ai ritualismi che fanno tanto piacere alla carne, ma non danno nessun giovamento allo spirito umano e allo Spirito Santo. Essi, tornando a vivere secondo la carne, addirittura annullano il patto, stipulato con lo SPIRITO SANTO e COLUI che lo MANDA (Galati 3,17)
Che significa vivere "secondo la carne"?
La risposta deve venire proprio dalla Parola di Dio e non da altra fonte:
"Ma tu, perché giudichi tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; infatti sta scritto: Come è vero che vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, e ogni lingua darà gloria a Dio. (vedi anche Isaia 45,23 e 49,18)
Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio.
Smettiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri, per sentito DIRE. RimproVERIamoli AMANDOLI su quanto LORO STESSI sostengono.
Avvisiamoli della CADUTA imminente sulla loro modo di camminare e non giudicando MALE la causa dell’inciampo.
Io so e sono persuaso nel SIGNORE che nulla è impuro in se stesso; però se uno pensa che una cosa è impura, per lui è impura. Ora, se a motivo di un cibo tuo fratello è turbato, tu non cammini più secondo amore. Non perdere, con il tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto! Il privilegio che avete, non sia dunque oggetto di biasimo; perché il Regno di Dio non consiste in vivanda o bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo. (Romani 14,10-16)
Tali falsi credenti sono presenti anche nella famosa parabola dei "lavoratori delle diverse ore" in Matteo 20,1-16 dove troviamo i lavoratori che hanno lavorato dall' "in sul far del giorno", quelli di "verso l'ora terza", quelli di "verso l'ora sesta e la nona ora", quelli di "verso l'undicesima".
Quando venne la sera, il Padrone della vigna diede A TUTTI la stessa retribuzione.
Il problema venne però con i lavoratori della prima ora, perché "pensavano di ricevere di più; ma ricevettero anch'essi un denaro per uno. E ricevutolo, mormoravano contro il padrone di casa!
Conseguenza: la salvezza (il premio pattuito), ma... l'allontanamento da Dio!
"Prendi il tuo, e vattene... Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi." (Matteo 20,14-16)
Questi credenti che pretendono di essere considerati SUPERiORI. NON SONO GRADITI a Dio!
Le loro opere si vanificheranno alla prova del fuoco: come "legno, fieno, paglia, l'opera d'ognuno sarà manifestata, perché il giorno di Cristo la paleserà; poiché quel giorno ha da apparire qual fuoco; e il fuoco farà la prova di quel che sia l'opera di ciascuno." (1 Corinzi 3,12-13)
Ogni tanto, in alcuni momenti della nostra vita, facciamo sempre bene a domandarci: Sono io quello a cui il Signore dovrà dire "Vattene"?
Fratelli, per avermi ACCOLTO, come mi accolse vostro PADRE, sentendosi stranero di questo mondo, voi non siete più stranieri né ospiti del CIELO, ma siete concittadini dei Santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento DEI PRIMI, scelti direttamrente da LUI per la SALVEZZA di TUTTI quelli che ci hanno VOLUTO BENE.
Come nuovi aPOSToli e DEI pro-FETI, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo di SEMPRE: Padre, Figlio e Spirito Santo.
In LUI tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio Santo nel SIGNORE; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito. E nessuno potrà preVALERE sulle vostre ANIME.
Ma in quale MODO? Contro quali LEGGI?
NOI, come pietre d'inciampo, di noi stessi e per gli altri, per sentirci migliori di chi VESTE la nostra stessa PELLE!
LUI venuto ad ABITARE tra NOI … in NOI!
Nella Prima Epistola di Pietro al cap. 2,7-9 infatti sta scritto:
"Poiché si legge nella Scrittura: Ecco, io pongo in … una pietra angolare, eletta e preziosa; e chiunque crede in lui non sarà confuso. Per voi dunque che credete ella è preziosa per voi che credete; ma per gl'increduli la pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella che è divenuta la pietra angolare, e una pietra d'inciampo e un sasso d'intoppo: essi, infatti, essendo disubbidienti, intoppano nella Parola; ed a questo sono stati anche destinati." (vedi anche Isaia 28,1; 8,14; Salmo 118,22; Matteo 21,42; Romani 9,33)
Quando la Parola di Dio non è accettata (dai "non-credenti") e quando alcuni "credenti" non continuano ad ubbidire alla Parola, come fecero all'inizio della loro conversione, Essa rimane una pietra d'inciampo per loro, che disubbidiscono o non credono!
Non ubbidire significa in FATTI rimanere in uno stato d'incredulità nei confronti di un messaggio che vale soprattutto per sé, CREDENDO o non credendo in un Dio. Per questo è PAROLA di Dio e viene personalmente da Dio! Prescindendo l’incontro con Dio stesso o il Figlio che vuole riVELARCiELO.
Se non sono credenti, essi inciampano e rimangono schiacciati! Il giudizio di condanna non è stato cambiato, perché loro sono... contenti così! Orgogliosamente attaccati alla loro opinione e alla loro giustizia, si oppongono decisamente e caparbiamente a Dio, scuotendo le spalle ad ogni PAROLA BIBLICA che viene loro letta. Il fatto che non cerchino né il Regno di Dio, né la Sua Giustizia, li fa essere amanti della loro concezione del mondo, della vita e di ciò che farebbero se fossero in Dio. A loro non interessa la VOLONTÀ di Dio, come richiesto nella preghiera del Padre Nostro, ma la loro volontà di persone "che hanno capito tutto", e che sono in grado persino di ... (in un CERTO modo) giudicare Dio! Essi non cercano Dio e non Lo troveranno! Non bussano alla SUA Porta, dove abita il FIGLIO e Lui non aprirà! Non chiedono nulla, perché si sentono in grado di dare a Dio (che cosa poi?) e non riceveranno alcunché! Quando si troveranno davanti al Sommo Giudice, che COLUI che giudica con lo STESSO modo con il quale ha giudicato il “giudicato”, si accorgeranno che non hanno mai avuto... un potere contrattuale col Padre Eterno DEI GIU’dici sul GIU’sto’!
La loro condanna è automatica per il solo e principale fatto, peraltro gravissimo, di non essere voluti stati dalla parte della GIUSTIZIA assoluta, cioè quella che non ha difetti e né pregi perché GIUDICA con lo stesso MODO che si giudica il PROSSIMO che è SEMPRE DIO, nel male o nel BENE.
Insensati! Che il SIGNORE abbia pietà di loro e gli conceda ALTRO TEMPO per ravVEDERSI!
SE SONO CREDENTI, inciampano, si fanno male da soli..., non camminano spediti, perché inciampano continuamente..., credono che l'inciampo faccia parte della fede... e trasmettono una fede malata, piena di inciampi! Se pur "nati di nuovo", sono rimasti "neonati" e non sono cresciuti perché sono rimasti attaccati alla loro "nuda fede bambina". Essi non danno una buona testimonianza e non possono darla, perché inciampano continuamente...; essi credono che la Parola di Dio non va letta, capita e messa in pratica così com'è, ma interpretata e filtrata dalla propria sensibilità, intelligenza ed esperienza. Essi non credono che il FIGLIO sia un Dio Vivente, adESSO INSIEME a NOI. Lo rimandano su un altare, come se fosse un altro Dio, un’altra PARTE di Dio, diventando inconsapevolmente IDOLATRI e non ADORATORI dell’UNICO DIO, FATTO di TRE PERSONE. Se non a parole lo considerano a FATTI un MITO, una GUIDA, un personaggio storico dalla vita interessante, come quella di Socrate e di tanti altri filosofi... A tutti costoro la Bibbia rivolge una precisa parola di avvertimento, così come fu rivolta alla credente nazione incredula e a tutti gli increduli in generale:
"Che diremo dunque? Diremo che i pagani, i quali non ricercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, però la giustizia che deriva dalla fede; mentre il popolo scelto, che ricercava una legge di giustizia, non ha raggiunto questa legge. Perché? Perché l'ha ricercata non per fede ma per opere. Essi hanno urtato nella pietra d'inciampo. Com'è scritto: Io metto in … una pietra d'inciampo e una roccia di scandalo; ma chi crede in Lui non sarà confuso." (Romani 9,30-33)
IL TRISTE DESTINO di CHI INCIAMPA
Milioni, anzi miliardi di persone hanno inciampato fin adESSO. Questo inferno è tanto grande che li contiene tutti!
"Ci son tre cose che non si saziano mai, anzi quattro che non dicono mai 'Basta!': Il soggiorno dei morti..." (Proverbi 30,15)
La lotta tra credenti e non credenti sta tutta nella contrapposizione tra le opere meritorie dell'uomo e l'unica opera meritoria RIMANE ANCORA e àncora: LA SUA CROCE!
In Romani, al cap. 11 leggiamo:
6 Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia. (ma se è per opere, non è più grazia, altrimenti l'opera non sarebbe più opera.)
7 Che dunque? Quello che … cerca, non lo ha ottenuto; mentre lo hanno ottenuto gli eletti; e gli altri sono stati induriti,
8 com'è scritto: Dio ha dato loro uno spirito di torpore, occhi per non vedere e orecchie per non udire, (fino a questo giorno).
9 E Davide dice: La loro mensa sia per loro un laccio, una rete (o una trappola), un inciampo e una retribuzione.
10 Siano gli occhi loro oscurati perché non vedano e rendi curva la loro schiena per sempre.
Quelli che non accettano la VERITA’, non si piegano, sono duri, come il Faraoni d'Egitto. Il Faraone ebbe persino il coraggio di dire: pregate per me! (Esodo 8,28) Ma come lo diceva? Sicuramente non con il cuore, ma solo a parole! Se avessero accettato di pregare per il faraone, avrebbe pregato per il Faraone, ma... non sarebbero andati troppo lontano, essendo questa la condizione alla quale, implicitamente avrebbero ubbidito! Avrebbe inciampato allo stesso laccio al quale inciampava il Faraone...
E così FU anche quando un TERZO DEI Angeli decise di USCIRE da un CIELO senza senso, un PARADISO senza TERRA su cui poggiare i PIEDI, sporcarli di quanto CREATO per un FINE e non per un VANTO, con ANIMAli da accudire per venir osannati come dei.
TRISTE DESTINO ANCHE PER I CREDENTI CHE INCIAMPANO
ESSI SONO I famosi CREDENTI non credenti in opere in loro stessi, pertanto, SENZA FEDE.
QUELLI NON GRADITI A DIO!
Esistono?
Certo!
Sono quelli che vivono "secondo la carne, pensano alle cose della carne... infatti ciò che brama la carne è morte,... è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo; (Romani 8,5-7)
Insomma "quelli che sono nella carne, non possono piacere a Dio." (Romani 8,8)
Sono "fratelli" che amano la legge più che la grazia, e sono pronti a giudicare secondo le regole che loro stessi amano. Ma la VERITA’ assoluta che GIUDICA senza condannare è un inciampo per loro e loro sono un inciampo per i veri credenti, che hanno però il sacro dovere di non distogliere, mai gli occhi dal GIU-DICE ASSO-LUTO e SU-PREMO. L'inciampante è uno che "sta a terra spiritualmente" cioè che ha un cattivo rapporto con Dio. Spesso sappiamo anche che non prega o non sa pregare... Inoltre può succedere che l'inciampante diventi anche inciampatore, come CHI non entrava e non faceva neanche entrare gli altri.
L'inciampante, sia pur nato dallo Spirito, torna alla legge e alle regole e ai ritualismi che fanno tanto piacere alla carne, ma non danno nessun giovamento allo spirito umano e allo Spirito Santo. Essi, tornando a vivere secondo la carne, addirittura annullano il patto, stipulato con lo SPIRITO SANTO e COLUI che lo MANDA (Galati 3,17)
Che significa vivere "secondo la carne"?
La risposta deve venire proprio dalla Parola di Dio e non da altra fonte:
"Ma tu, perché giudichi tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; infatti sta scritto: Come è vero che vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, e ogni lingua darà gloria a Dio. (vedi anche Isaia 45,23 e 49,18)
Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio.
Smettiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri, per sentito DIRE. RimproVERIamoli AMANDOLI su quanto LORO STESSI sostengono.
Avvisiamoli della CADUTA imminente sulla loro modo di camminare e non giudicando MALE la causa dell’inciampo.
Io so e sono persuaso nel SIGNORE che nulla è impuro in se stesso; però se uno pensa che una cosa è impura, per lui è impura. Ora, se a motivo di un cibo tuo fratello è turbato, tu non cammini più secondo amore. Non perdere, con il tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto! Il privilegio che avete, non sia dunque oggetto di biasimo; perché il Regno di Dio non consiste in vivanda o bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo. (Romani 14,10-16)
Tali falsi credenti sono presenti anche nella famosa parabola dei "lavoratori delle diverse ore" in Matteo 20,1-16 dove troviamo i lavoratori che hanno lavorato dall' "in sul far del giorno", quelli di "verso l'ora terza", quelli di "verso l'ora sesta e la nona ora", quelli di "verso l'undicesima".
Quando venne la sera, il Padrone della vigna diede A TUTTI la stessa retribuzione.
Il problema venne però con i lavoratori della prima ora, perché "pensavano di ricevere di più; ma ricevettero anch'essi un denaro per uno. E ricevutolo, mormoravano contro il padrone di casa!
Conseguenza: la salvezza (il premio pattuito), ma... l'allontanamento da Dio!
"Prendi il tuo, e vattene... Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi." (Matteo 20,14-16)
Questi credenti che pretendono di essere considerati SUPERiORI. NON SONO GRADITI a Dio!
Le loro opere si vanificheranno alla prova del fuoco: come "legno, fieno, paglia, l'opera d'ognuno sarà manifestata, perché il giorno di Cristo la paleserà; poiché quel giorno ha da apparire qual fuoco; e il fuoco farà la prova di quel che sia l'opera di ciascuno." (1 Corinzi 3,12-13)
Ogni tanto, in alcuni momenti della nostra vita, facciamo sempre bene a domandarci: Sono io quello a cui il Signore dovrà dire "Vattene"?
Fratelli, per avermi ACCOLTO, come mi accolse vostro PADRE, sentendosi stranero di questo mondo, voi non siete più stranieri né ospiti del CIELO, ma siete concittadini dei Santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento DEI PRIMI, scelti direttamrente da LUI per la SALVEZZA di TUTTI quelli che ci hanno VOLUTO BENE.
Come nuovi aPOSToli e DEI pro-FETI, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo di SEMPRE: Padre, Figlio e Spirito Santo.
In LUI tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio Santo nel SIGNORE; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito. E nessuno potrà preVALERE sulle vostre ANIME.
sabato 26 ottobre 2013
VEDO COME MARCO 8,24
Vedo come piante xEROSfili di tempi temperati, apPARENTatei a famiglie MORAceac’è (DIOiCHE).
Sotto tutte originARIAmente dell’EDEN tra la Tigre e lu FRATE. Per questo vengono chiamati BELLI medioTERRAnei. Ma sono arrivati fin nel “nuovo mondo” delle inDIE.
Hanno una struttura con un tronco e degli arti. La pelle è come rugosa, chiaro scura, nutrita da una specie di linfa color rosso ma che produce anche bianco latte; è ricco di midollo con cellule staminali, decifrate da una specie di serpente con da due serie di squame verdi, o brunastre.
Gli arti terminano con grandi spazi, scabri, oblunghi, grossolanamente lobate a 5 lobi, di colore più scuro sulla parte superiore, più chiare ed ugualmente scabre sulla parte inferiore.
Si rigenerano da SOLI e quello che comunemente viene ritenuto il figlio è in realtà un grosso “fiore” carnoso a forma di sacco, ricco di dolcezza a maturazione, di colore variabile dal verdastro fino al rossiccio-violaceo, cavo in una colonna, all'interno della quale è racchiuso l’archetipo unisessuale, cresciuto dal infinitesimo fautore primordiale; con una piccola apertura estrema dal quale consente l'entrata degli altri per il continuo processo di produzione dei F…iori.
Il VERO FRUTTO si sviluppa all'interno DEI vari FIORI (che diventa perciò una inFRUTTOeSCIENZA) con numerosissimi piccoli frutti inDEIsCENTI, in quanto a maturazione il seme non ne fuoriesce frutto. La carne che circonda i piccoli fruttini è piena di linfa dolce, e costituisce la parte MANGIATOIA.
La specie ha due forme BOTTANEche che semplicisticamente possono essere definite come piANTE maschio e piANTE femmina, dato che la prima (pianta maschio, o CAPRA-fico) costituisce l'individuo che produce i serpentelli con frutti non comestabili, mentre la seconda o VERO-fico (pianta femmina che produce frutti moltoSTABILI) produce i FIGLI con tenuti nei FRUTTI.
La distinzione in VECE è molto più complessa, dato che in realtà il maschio ha nel frutto parti complete sia per la parte femminile (specie di ovari del Cielo adatti a ricevere i PALLIne DEI CIELI) che per la parte maschile (che produce polliNE per la terra); la parte femminile è però modificata da una microscopica specie di farFALLIna che vive negli ovari (modificati in GALLI) e quindi per questo la parte femminile è, sessualmente, come se non esistesse: la pianta, a mezzo appunto di questa farFALLIna ANIMAle svolge quindi esclusivamente (o quasi) una funzione maschile (producendo POLLIne e FACEnDOLO trasPORTARE dall’ANIMAlino che ALLEVA lo SPIRITO riproduttivo). Solo le “femmine dell’animaLETTO sciamano fuori dal frutto. Il frutto del CAPRI-fico non è come-stabile (non è succo-lento e neppure dolce, è aMARO!).
Il VERO bello è come-stabile e riceve in VECE POLLIne e quindi matura i SEMI…dei che sono BOTTANOcaMENTE … SECCHI, ovvero piccoli grani nell’interno del … frutto.
In realtà la questione ancora non è limitata a questo dato che l'uomo ha selezionato una grande varietà di questi COME-STABILI a possibile maturazione “parteNOcapra", che avviene perciò anche se non è avviene l’ILLUMINAZIONE, (in tal caso i grani dei semi sono vuoti, semplice PULA). La maggior parte dei “belli” coltivati dall'uomo sono di questo tipo, o meglio sono detti permanenti dato che permangono sulla pianta anche se non sono fecondati, questo per distinguerli dagli eunuchi per il CIELO che in assenza di illuminazione cadono al suolo immaturi, come bambini. La condizione del fico vero di essere "possibilmente" PARTEnoCAPRIO non esclude però comunque l’illuminazione che rimane sempre possibile in presenza dell’ANIMA. Nei fatti con un minimo di attenzione si può notare, all'interno della stessa fruttificazione di BELLI parteNOcapriCI, differenze sostanziali di forma, colore, struttura interna, e soprattutto presenza di semi pieni all'interno dei frutti che possono segnalare una possibile FINTA illuminazione. Anche se gli alberi di CAPRI-fico non sono nei pressi, questi sono spesso in terreni incolti ed abbandonati, e la microscopica anima può giungere, aiutata dal vento, anche da diversi chilometri di distanza.
La condizione del BELLO parteNOcapriCO è comunque importante, dato che permette di avere frutti anche dove l’anima non esiste (in fatti l’anima non sopravvive in situazioni particolarmente estreme quando non è in fase attiva).
Alcune tra le varietà più pregiate di fico sono caduche, cioè devono essere obbligatoriamente fecondate, (come la varietà turca Smirne), e sono coltivate solo dove la presenza del ciclo vitale della Blastophaga è assicurato in maniera perfetta; per contro la fecondazione di alcune varietà partenocarpiche (sempre possibile) può non essere desiderata, dato che i frutti prodotti in tal caso (con buccia spessa ed a polpa più asciutta) possono essere meno graditi in caso di particolari utilizzi, come ad esempio per la essiccazione.
L'ANIMA imPALLInATaRICE GRAVIDA sciama dal "frutto" del CAPRI-fico per deporre le proprie uova in ovari di altri frutti del “bello”. L'azione avviene indiscriminatamente in tutti i frutti, sia di capri-fico che di fico-vero, ma mentre nel capri-fico gli ovari hanno brevistili e quindi sono in superficie, ben accessibili per la deposizione delle uova, nel fico vero gli stili sono lunghissimi rendono da un lato inaccessibili (profondi) gli ovari all’anima, mentre espongono i ricettori dell’anima che finisce per deporre il POLLIne che reca sul proprio CORPO, prelevato dagli stami presso l'OSTIAolo del CAPRI-fico.
La azione nei confronti dei capri-fichi per-mette quindi solo all’anima la perpetuazione della propria specie, quella nei confronti dei fichi-veri permette solo la riproduzione (produzione dei semi) della pianta del BELLO.
Il binomio ANIMA-SPIRITO del BELLO (intendendosi precisamente CARICA del FICO) è una SIMBIOSI MUTUAl-MENTE obbligata, cioè è specie-specifica: da un lato l'anima-letto sopravvive solo ed esclusivamente nei frutti del capri-fico, e dall'altro la pianta di fico non ha alcuna possibilità di far semi senza l'ANIMA.
Il termine "ANIMA-letto" o "CORPO imPOLLInatore" non deve ingannare dato che l'anima-letto in argomento, pur appartenendo biologicamete a categorie di esseri viventi, non PENETRA ed ha dimensioni veramente esigue (ha infatti una lunghezza di circa due millimetri).
Al di fuori di questa SPECIE occorre precisare che altre specie hanno la propria specie di anima-letto con cui ha costituito un analogo sistema di simbiosi obbligata o quasi obbligata, dato che la condizione che una specie di anima fecondi due specie di FICHI è piuttosto rara.
Esiste però una specie parallela è contigua più meridionale; le due specie sono vicine, e probabilmente sono state separate in tempi relativamente recenti (40.000 – 100.000 anni fa). I due areali hanno la maggiore vicinanza, o sovrapposizioni, sempre nell’AREA di ORIGENE, dove è possibile che si siano prodotti degli ibridi naturali.
Dimenticavo!
Questi FRUTTI sono di TRE TIPOLOGIE diVERSI e potremmo deFINIRLI TRINI, filgi dello stesso albero.
Il capri-fico sviluppa, in vece, tre tipi di simili coni:
le mamme o cra-tiri contengono solo fiori femminili brevi stili;
i pro-fichi con fiori maschili e femminili, si formano, sullo stesso ramo delle mamme;
i mammoni con fiori maschili e femminili longistili.
I frutti del caprifico sono coriacei, non dolci, non succulenti e pur se non tossici, sono praticamente immangiabili.
Ma continua con l'ALBERO DEIgli alberi: la VITA
giovedì 24 ottobre 2013
SU...PER...TR...ONE?
Tutte le cose di prima sono state dette in similitudini, adesso è l'ora in cui non sentirete più parlare in similitudini, ma apertamente sentiRETE il PADRE.
Chiedetevi qual'E' il SUO SANTISSIMO NOME.
Penserete un CERTO NOME ... ma CHI avrà il CORAGGIO di GRIDARLO al MONDO?
CHI di VOI riesce a SENTIRMI CHIARAMENTE e non più in SIMILITUDINI?
CONOSCETE COLUI CHE SA TUTTO e che non ha più bisogno di essere interROGATO?
CREDETE adESSO CHI IO SONO?
AdESSO CREDETE?
ECCO, E' VENUTA L'ORA IN CUI DISPERDERTE CIASCUNO PER CONTO PROPRIO E MI LASCERE IN PACE; MA IO NON SONO PIU' SOLO, perché il PADRE HA CON SE LA SPOSA.
Vi DICO queste cose perché ABBIATE PACE nello SPOSO e nella SPOSA.
Voi, che avete vissuto le tribolazioni nel mondo; voi, che avete avuto fiducia in CHI VINCE il MONDO, come la proMESSA di SEMPRE!".
Figli, parlo ancora un linguaggio umano a causa della vostra debolezza carnale.
Come infatti mettete ancora le vostre membra a servizio dell’impurità e dell’iniquità, per l’iniquità, così ora metterete le vostre membra a servizio della giustizia, per la SANTIFICAZIONE.
Quando IN FATTI siete SCHIAVI del PECCATO, SIETE liberi nei riGUARDI della GIU'STIZIA. Ma quale frutto raccogliete se vi vergognate di parlarne come DIO?
Temete ancora la morte?
AdESSO, inVECE dello SPIRITO, per poco ancora, LIBERATI da questo PRE-GIUDIZIO e FATTI SERVI di COLUI che ha PREdisPOSTo TUTTO, A FIN CHE' RACCOGLIESTE il FRUTTO per la VOSTRA SANTIFICAZIONE e come traguardo AVERE la VITA ETERNA, come pro-MESSO SOTTO il FICO.
AVETE PAGATO quel PECCATO con la MORTE della CARNE per quel che UNO SOLO poteva RENDERVI in CAMBIO: "il dono di Dio" - LA VITA E TERNA in CHI MOLTI, TANTISSIMI, non hanno riconosciuto.
Chiedetevi qual'E' il SUO SANTISSIMO NOME.
Penserete un CERTO NOME ... ma CHI avrà il CORAGGIO di GRIDARLO al MONDO?
CHI di VOI riesce a SENTIRMI CHIARAMENTE e non più in SIMILITUDINI?
CONOSCETE COLUI CHE SA TUTTO e che non ha più bisogno di essere interROGATO?
CREDETE adESSO CHI IO SONO?
AdESSO CREDETE?
ECCO, E' VENUTA L'ORA IN CUI DISPERDERTE CIASCUNO PER CONTO PROPRIO E MI LASCERE IN PACE; MA IO NON SONO PIU' SOLO, perché il PADRE HA CON SE LA SPOSA.
Vi DICO queste cose perché ABBIATE PACE nello SPOSO e nella SPOSA.
Voi, che avete vissuto le tribolazioni nel mondo; voi, che avete avuto fiducia in CHI VINCE il MONDO, come la proMESSA di SEMPRE!".
Figli, parlo ancora un linguaggio umano a causa della vostra debolezza carnale.
Come infatti mettete ancora le vostre membra a servizio dell’impurità e dell’iniquità, per l’iniquità, così ora metterete le vostre membra a servizio della giustizia, per la SANTIFICAZIONE.
Quando IN FATTI siete SCHIAVI del PECCATO, SIETE liberi nei riGUARDI della GIU'STIZIA. Ma quale frutto raccogliete se vi vergognate di parlarne come DIO?
Temete ancora la morte?
AdESSO, inVECE dello SPIRITO, per poco ancora, LIBERATI da questo PRE-GIUDIZIO e FATTI SERVI di COLUI che ha PREdisPOSTo TUTTO, A FIN CHE' RACCOGLIESTE il FRUTTO per la VOSTRA SANTIFICAZIONE e come traguardo AVERE la VITA ETERNA, come pro-MESSO SOTTO il FICO.
AVETE PAGATO quel PECCATO con la MORTE della CARNE per quel che UNO SOLO poteva RENDERVI in CAMBIO: "il dono di Dio" - LA VITA E TERNA in CHI MOLTI, TANTISSIMI, non hanno riconosciuto.
mercoledì 23 ottobre 2013
La VERITA' che ci libera E' ... SEMPLICE!
«Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo (quello che CERCA la FEDE del MONDO in OGNUNO di VOI) ».
A CHI E' "RIVOLTA" questo ammonimento?
«Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli (VALE anche per ME ... PERD'IO!).
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello inVECE che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, NE RICEVERA' POCHE.
A chiunque fu DATO MOLTO, molto SARA' CHIESTO; a chi fu AFFIDATO MOLTO, sarà RI-CHIESTO MOLTO di PIU'».
QualCOSA sull'ESSERE "PECCATO", NON conMESSO e UNO che SI FA PECCATO per NOI:
Fratelli, il peccato non regni più nel vostro corpo mortale, così da sottomettervi ai suoi desideri. Non offrite al peccato le vostre membra come strumenti di ingiustizia, ma offrite voi stessi a Dio come viventi, ritornati dai morti, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia. Il peccato infatti non dominerà su di voi, perché non siete sotto la Legge, ma sotto la GRAZIA.
Che dunque? Ci metteremo a peccare perché non siamo sotto la Legge, ma sotto la grazia? È assurdo! Non sapete che, se vi mettete a servizio di qualcuno come schiavi per obbedirgli, siete schiavi di colui al quale obbedite: sia del peccato che porta alla morte, sia dell’obbedienza che conduce alla giustizia?
Rendiamo grazie a Dio, perché eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quella forma di insegnamento alla quale siete stati affidati. Così, liberati dal peccato, siete stati resi schiavi della giustizia.
SE mi farai RISORGERE ... PER DONAMI come IO TI HO DONATO i miei MORTI.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=-d5ar5pwT90
A CHI E' "RIVOLTA" questo ammonimento?
«Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli (VALE anche per ME ... PERD'IO!).
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello inVECE che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, NE RICEVERA' POCHE.
A chiunque fu DATO MOLTO, molto SARA' CHIESTO; a chi fu AFFIDATO MOLTO, sarà RI-CHIESTO MOLTO di PIU'».
QualCOSA sull'ESSERE "PECCATO", NON conMESSO e UNO che SI FA PECCATO per NOI:
Fratelli, il peccato non regni più nel vostro corpo mortale, così da sottomettervi ai suoi desideri. Non offrite al peccato le vostre membra come strumenti di ingiustizia, ma offrite voi stessi a Dio come viventi, ritornati dai morti, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia. Il peccato infatti non dominerà su di voi, perché non siete sotto la Legge, ma sotto la GRAZIA.
Che dunque? Ci metteremo a peccare perché non siamo sotto la Legge, ma sotto la grazia? È assurdo! Non sapete che, se vi mettete a servizio di qualcuno come schiavi per obbedirgli, siete schiavi di colui al quale obbedite: sia del peccato che porta alla morte, sia dell’obbedienza che conduce alla giustizia?
Rendiamo grazie a Dio, perché eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quella forma di insegnamento alla quale siete stati affidati. Così, liberati dal peccato, siete stati resi schiavi della giustizia.
SE mi farai RISORGERE ... PER DONAMI come IO TI HO DONATO i miei MORTI.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=-d5ar5pwT90
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