giovedì 26 febbraio 2026

Mi si sono aperti gli occhi nel buio della notte

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LE TRE DEL MATTINO

Sono le tre del mattino. Non dormo. Capita spesso che, dopo qualche ora di riposo, il sonno vada a farsi friggere. E resto con le occhi spalancati, nell’ora in cui, spietata, la vita ti presenta il conto. Chi sono? Chi sei? Dio? La vita? La morte? Mi affaccio alla finestra. “Loro” sono sempre là, fermi, in auto, i lampeggianti accesi. Fanno a turno: Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza. Mi sento in colpa, io al caldo, nel mio letto, loro giù, a soffrire il freddo per tutelare me.
Mercoledì delle Ceneri, i miei “pistoleros” si sono dovuti sorbire tre Messe, un funerale, la benedizione di una salma a casa, incontri vari. Fare la scorta a un prete non è semplice. Nel salutarli, alla fine della giornata, sorridendo, ho detto: «Mi dispiace, ragazzi. Vi capisco. Con me, o diventerete santi o perderete la fede». Da quando, sabato scorso, è arrivata l’ultima lettera anonima che mi condanna a morte insieme a un giovane giornalista veneto e al Presidente del consiglio, Giorgia Meloni, il caro prefetto di Napoli, Michele Di Bari e il “Comitato ordine e sicurezza”, hanno ritenuto opportuno rafforzare le misure di sicurezza.
Ma chi è che vuole la morte di un prete? E perché? Santo non sono e nemmeno un eroe. Non posseggo denaro. Di coraggio ne ho quanto basta per non essere annoverato nel girone degli ignavi. Quante stupidaggini sono state scritte sul mio conto: «Prete anticamorra, prete antiroghi, prete ambientalista, prete anti…», la verità è che sono solo e semplicemente un prete. Un povero prete. Dio mio, non avrei mai pensato che essere prete, oggi, in Italia, dovesse rasentare l’eroismo o l’incoscienza.
Leggo e rileggo il Vangelo. Leggo e rileggo la vita dei santi. Leggo e rileggo il mio animo perennemente inquieto. Mi sento fratello e amico di tutti. Fisso la grande croce in camera da letto, e, come sempre, inizio a scherzare con chi ha avuto il coraggio di montarci sopra: «Mi hai ingannato. Anche tu mi hai ingannato. Mi promettesti la pace e la libertà e mi ritrovo, invece, braccato e inquieto. Casa presidiata, chiesa presidiata, tutto il giorno accompagnato da uomini con la pistola». Non ho mai voluta vederla, la pistola della mia scorta, nemmeno per scherzo. Il solo pensiero che per difendere me possa accadere qualcosa a loro mi fa impazzire.
Fratelli camorristi, fratelli che ci impaurite: perché? Eppure, ne sono certo, nel profondo del vostro cuore, mi volete bene. Pasquale, ti ricordi quando mi accompagnavi all’Altare? Se solo potessi venire a trovarti in carcere! E tu, Gigi? Ricordi i campi estivi con Adriano, Consuelo, Francesca? E voi, Nello, Ciro, Gennaro, Mike… Che cosa è successo, poi? Come avete fatto a lasciarvi ammaliare dalla bugiarda sirena del male? Avete visto quanti amici abbiamo perso per strada? Quanti giovani morti ammazzati o di overdose? Le analisi sociologiche, psicologiche, economiche, politiche, sono importanti, ma non bastano. È il cuore dell’uomo che bisogna indagare. È in quel guazzabuglio misterioso che occorre scendere.
Tra i miei tanti peccati, quello dell’invidia, non l’ho confessato mai. Non so perché, ma da questo animale feroce non sono stato quasi mai morso. Una grazia, certamente. Eppure, oggi, mi ritrovo a “invidiare” quelli che si accontentano: di un ruolo, di una promozione, di una religione, di un rito. Mercoledì scorso, il prete ci ha cosparso di cenere il capo. Bene. E poi? Guardando l’assemblea ho pensato: siamo, dunque, un cimitero ambulante?
E poi? E poi quella Parola più tagliente di un bisturi affilato. Dio, Cristo, la morte, la resurrezione, i poveri, gli ultimi, i deboli, i malati, i vecchi. Sento che la vita mi sfida. Sento che la fede mi sfida. Odio i privilegi. Parlando a noi preti, un vescovo, un giorno, disse: «Siete i privilegiati di Dio». Non mi piacque. Ci fu un tempo in cui desiderai diventare santo. Oggi non più. Oggi bramo raggiungere la mia vera umanità.
Sono sempre più convinto, infatti, che santità e umanità sono, in qualche modo, sinonimi. Ai fratelli che hanno imboccato la via dell’infelicità per loro e per i loro figli, costringendo lo Stato a mettermi sotto scorta, voglio ribadire, ancora una volta, il bene che la nostra Chiesa e io stesso vi vogliamo. Sono il vostro parroco. Corresponsabile della vostra salvezza eterna. Appartengo a voi. Sono prete per voi. La mia più grande sconfitta sarebbe innalzarmi al di sopra di voi, non solo su questo acino di pepe che chiamiamo terra, ma nell’eternità.
Gli eroi non mi hanno mai fatto simpatia, così come i santi martiri. Provo repulsione per il sangue. Amo la santità della mia mamma analfabeta, quella del panettiere, del professore universitario, del mio sacrista, o quella dello spazzino che, in questo momento, sta passando sotto casa. Sant’Ignazio di Antiochia mi spaventa, mi piace intrattenermi, invece, con le tre “Teresa”, quella di Lisieux, di Avila, di Calcutta.
Dietro ogni martire, infatti, si nasconde un assassino con le mani insanguinate. Io non voglio “laurearmi” in eterno a vostro danno. Solo bramerei, se me lo permettete, aiutarvi a cadere nella luminosa e liberante trappola di Dio-Amore. Maurizio Patriciello.

Mi viene impedito di consolarlo perché sono stato gettato fuori da questa "piatta forma" ed ho la senza azione che nessuno mi ascolta +.

Può farlo chi riesce ad ascoltare chi è riuscito a vincere questa morte. Questi, scrivendo che è già Santo (ovvero SEPARATO) da questo mondo, dove demoni e angeli si possono interscambiare per la loro perseveranza, chi per il Bene e chi per il Male.

Tutti "malfattori" gli uni verso gli altri?

Se non si è perseguitati per causa della giustizia non si è né gli uni e né gli altri.

Il resto è polvere.

È la battaglia tra il Bene e il Male, che continua sulla Terra mentre c'è Pace nei Cieli, è ancora in atto specialmente in ognuno DEI noi stessi.

La scorta rientra in questi Separati (ovvero SANTI). L'importante è essere convinti da che parte schierarsi. Anche i boss mafiosi hanno la scorta. L'aveva Caifa e Pilato come l'aveva Gesù.

Ma quando tornerà Gesù la troverà ancora sulla Terra la SUA FEDE del Bene degli uni verso gli altri?

Ognuno si faccia questa domanda. Quel che faccio, per CHILO faccio?

Il Regno Dei Cieli è come 30+SEI CHILI di polvere che con un po' di SPIRITO fermentano insieme.

PRE MESSA che IO ho fatto in modo che la mia scorta non prenda il mio POSTo, vi comunico che il confronto con me non deve essere su chi è più preparato su esperienze personali e culturali per primeggiare, affascinare e convincere gli altri ma SOLO se ognuno vuol vincere sulle proprie debolezze istintive e animalesche di questo mondo.

Ricordati che sei sempre una pedina e non puoi tu decidere di vincere una partita tra esseri superiori, in Terra e in Cielo.

Però puoi cadere dalla scacchiera e rotolare in una fessura e cercare di NON venir riutilizzata da queste Potenze e Potestà.

Devi saper scegliere ADEsSO, se sei ancora in tempo a farlo con coscienza.

Non serve la scelta a culo.

Per questo quel ladrone, anzi anche l'altro, per aver conosciuto chi veniva giustiziato insieme a loro, si sono salvati per SEmPRE.

IO ho conosciuto quella PIEDIna che voleva essere RE di VERI GIÙ-DEI e non di chi si sente DEI e non sa chiudere i conti con la MORTE per una VERA VITA.

Buon QUA RE si ma.

E se riesci ... buon PASS AGIO.

(E FESSINI SEI : DO'DICI)

A.S.coltali con A.T.tenzione:

https://youtu.be/dHLaogSystI?si=IIKxftVcr_MBT2mZ

Non è questione di politiche terrene o celesti ma di politiche eterne. Da che parte schierarvi in TERRA COME in CIELO, altrimenti non capirete perché Gesù non CHI AMA il PADRE che gli manda subito subito più di dodici legioni di angeli.
La questione è più PRO-FONDA.
EL a guerra tra la polvere e lo spirito. Qualche stilla avrà pur bagnato la vostra polvere, come avvenne agli INIZI per la Terra?
VOI SIETE + di tutta la TERRA inTERRA!
SVEGLIATEVI, E' l'AUR'ORA!

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Se guardate solo quello che la luce rivela e ascoltate solo quello che il suono vi annuncia, allora in verità, non vedete e non sentite.