martedì 19 giugno 2018

MATTeO VENTIquatto virGOLA ventiDUE



Egli ci separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri. Sembrerà che primi separino gli ultimi ma sono loro i capri non più e spia-tori. E i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre.

Padre contro figlio e figlio contro padre.

lunedì 28 maggio 2018

Di che misura lo preferite?


L'ho anche rigato e sagomato!

Per le pecore che pensano di essere più forti dei lupi, senza pastore:
E perché andiamo a votare anche per il Parlamento europeo?...
Non sarebbe meglio fare un ripasso di Diritto Pubblico per capire chi sceglie e nomina il Governo Italiano, sentiti i partiti che formano il Parlamento, a prescindere di chi vince le elezioni?
Non sapete che non basta vincere ma avere la maggioranza per dare la fiducia anche ad un Governo deciso dal Presidente della Repubblica? Lui non è un NOTAIO ma chi salvaguardia eventuali eccessi di potere a discapito di tutta l'ITALIA.
Che paura avete? Potete non farlo approvare in Parlamento se siete sicuri di aver vinto ... senza dirci che volevate uscire dall'Europa (per poi dividere l'Italia?).
Io l'ho sempre sostenuto che questo populismo è stato costruito da tavolino da chi loro dicono di combattere ma non conosco le loro ARMI.
Non siamo autonomi e indipendenti senza avere petrolio e potere economico in politica estera. Gli U.S.A e la Russia, come anche la Cina e altre potenze superiori all'Italia non vogliono un'Europa forte con una moneta forte. Se volete ritornare a essere schiacciati dal dollaro e dal marco ... DITELO! Così ci riprendiamo il VOTO di PRO-TESTA, per riportarlo dove NOI ci riconosciamo dopo avere versato anche SANGUE, combattendo chi pensa di riportare l'Italia ai mondiali di calcio o vincere la Champions League senza rispettare le REGOLE.
Ma non dovevano eliminare la corruzione in Italia tra italiani?
Ma di cosa parliamo, in un Bar, per poi riconoscersi professionista dei soli suoi affari, pensando di trattare gli altri come colleghi in affari o nemici, anche a discapita di chi conosce bene le ambiguità del mondo.
Finalmente un Presidente con le PALLE e si vede che ha avuto un fratello ucciso da italiani ... non europei.
E che dire della Meloni che ora appoggia la marcia su Roma? Dopo avere detto di tutto contro l'alleanza dei populisti?
Gli errori vengono da lontano! Da quando abbiamo confuso la libertà di parola con il ritorno di chi fa di tutto per ritoglierla.
Io CROCIFIGGEREI l'infiltrato che ha distrutto CHI VERAMENTE attaccò Banche, Assicurazioni e gestori telefonici e avrebbe fatto il culo anche a Google e a FB, se non lo avessero messo da parte per non interessarsi al Parlamento Europeo per il quale erano stati VOTATI e MANDATI (vedi 40% e l'assenteista razzista).
E DIO PAGO!

giovedì 24 maggio 2018

ILLUMINATO din MEN...so!



AMEN piace Biglino per come TRA-DUCE per non TRA-DIRE il PADRE.
Poi c'OME può un ALIENO di questa TERRA essere di terreno, cioè HUMUS?
IO SONO qui solo per vagliare chi FACENDO FINTA riESCE a RICCOnOSCENE la GENITOriALITA' ALIENA e TERRENA.
E non è detto che MATER NATURA sia TANTO UMANA verso le sue creature.
Ma voi pensate solo ad A.T.TACCARE chi conosce LA VERITA' e FACENDO BATTUTE vi inVITA a riFLETTERE chi è PIU' MEzZOgNERO e perTANTO PIU' inTE-LI'-GENTE....
Io AMO i SUOI TIC che TESTI-MONI-ANO la SUA PARTE GENITOriALE.
Non basta TRA-DURRE senza TRA-DIRE una PARTE di PADRE e UNA di MATER per POI riCOMPORRE il VERO ESSERE SUPERIORE ad un DIO (eloihim-angelo ... o come ca'...però volete TRA-DIRLO).

domenica 15 aprile 2018

TUTTI RISORGIAMO il TERZO GIORNO!


IN questo uomo morto ho visto

il RISORTO

nel FIGLIO.
Ho visto le SUE MANI e i SUOI PIEDI.

mercoledì 11 aprile 2018

Da ALEGGIARE A.D. IMMERGERSI in NOI FINO alla FINE

SERVE anche LA RISSA tra SPIRITO e carne

No. L’Antico Testamento pone il fondamento per gli insegnamenti e gli eventi che troviamo nel Nuovo Testamento. La Bibbia è una rivelazione progressiva. Se si tralascia la prima metà di qualsiasi buon libro e si legge solo la fine, sarà difficile comprendere i personaggi, la trama e la conclusione. Nello stesso modo il Nuovo Testamento si comprende completamente solo quando è visto come l’adempimento degli eventi, dei personaggi, delle leggi, del sistema di sacrifici, dei patti e delle promesse dell’Antico Testamento.

Se avessimo solo il Nuovo Testamento, leggeremo i vangeli senza sapere perché i Giudei aspettavano il Messia (un Salvatore Re). Senza l’Antico Testamento, non comprenderemo perché questo Messia stava venendo (vedi Isaia 53), e non saremo in grado di identificare Gesù di Nazareth come il messia attraverso le molte profezie dettagliate che sono state fatte a Suo riguardo, come ad esempio il luogo della Sua nascita (Michea 5:2); la modalità della Sua morte (Salmo 22, in particolare versetti 1, 7-8, 14-18; Salmi 69:21); la Sua risurrezione (Salmi 16:10) e molti altri dettagli del Suo ministero (Isaia 52:19, 9:2).

Senza l’Antico Testamento, non comprenderemo le usanze Giudaiche che sono menzionate nel Nuovo Testamento. Non comprenderemo la perversione della legge di Dio operata dai Farisei che avevano aggiunto ad essa le loro tradizioni. Non comprenderemo perché Gesù si infervorò nel ripulire il cortile del tempio. Non comprenderemo il fatto che possiamo usare la stessa saggezza di Cristo nel rispondere a molti dei Suoi avversari.

I Vangeli e gli Atti degli apostoli nel Nuovo Testamento riportano molti adempimenti delle profezie che erano state scritte centinaia di anni prima nell’Antico Testamento. Nelle circostanze della nascita di Gesù, della Sua vita, dei Suoi miracoli, della Sua morte e della Sua risurrezione raccontati nei Vangeli, troviamo l’adempimento delle profezie dell’Antico Testamento riguardanti la prima venuta del Messia. Questi dettagli avvalorano le affermazioni di Gesù di essere il Cristo promesso. Anche le profezie del Nuovo Testamento (molte delle quali nel libro dell’Apocalisse) si basano su profezie precedenti fatte nei libri dell’Antico Testamento. Queste profezie del Nuovo Testamento riguardano gli eventi della seconda venuta di Cristo. Circa due terzi di tutti i versetti dell’Apocalisse sono basati su, o correlati a, brani dell’Antico Testamento.

Inoltre, la rivelazione nella Scrittura è progressiva, e quindi il Nuovo Testamento focalizza molti insegnamenti che erano solamente menzionati nell’Antico Testamento. Il libro degli Ebrei descrive il modo in cui Gesù è il vero Sommo Sacerdote e il modo in cui il Suo unico sacrificio sostituisce tutti i sacrifici precedenti, di cui erano solo figure. L’Antico Testamento dà la Legge, che ha due parti: i comandamenti e le benedizioni/maledizioni che derivano dall’obbedienza o la disobbedienza ai comandamenti. Il Nuovo Testamento chiarisce che Dio ha dato questi comandamenti per dimostrare agli uomini che avevano bisogno di essere salvati; non erano mai intesi come un veicolo di salvezza (Romani 3:19).

L’Antico Testamento descrive il sistema di sacrifici che Dio ha dato agli Israeliti come mezzo temporaneo per coprire i loro peccati. Il Nuovo Testamento chiarisce che questo sistema puntava al sacrificio di Cristo, e che solo il lui c’è la salvezza (Atti 4:12; Ebrei 10:4-10). L’Antico Testamento mostra come il paradiso fu perduto; il Nuovo Testamento mostra come il paradiso è stato riconquistato per l’umanità attraverso il secondo Adamo (Cristo) e come un giorno esso sarà ricreato. L’Antico Testamento dichiara che l’uomo è separato da Dio attraverso il peccato (Genesi capitolo 3), e il Nuovo Testamento dichiara che l’uomo può essere ristorato ed avere di nuovo una relazione con Dio (Romani capitoli 3-6). L’Antico Testamento predice la vita del Messia. I Vangeli fondamentalmente raccontano la vita di Gesù, e le Epistole interpretano la Sua vita e come rispondere a tutto ciò che Egli ha fatto.

lunedì 9 aprile 2018

E chi è Maria di Cleofa?



Io non conosco la Bibbia, anzi cerco chi la conosce per capire se questa MIA PRE-SENZA che SENTO, qualche volta ho visto, dove mi vuol condurre.
Per questo mi vesto da PRO-VOCATORE.
Ti ho solo inVITAto a rileggere quel che è scritto ed a giudicare da te stesso quel che poi hai scritto riportando quel che ha supposto un altro e non tu su questa spiegazione dei teli piegati.
E' pur vero che bisogna capire il greco e stare attenti alle giuste traduzioni (vedi l'induzione cambiata con l'abbandono avverso la tentazione). Per questo ti ho ABBA'DONATO. Per chi cerca di metterci uno contro l'altro. LA RISSA è contenta che ti ha tutto per te.
Ti inVITAi anche nei miei POSTi per nutrirci inSEIme di quello che tu SEI libero di GIU'dicARE.
Io cerco chi pro-voca il MIO ANGELO per poi poter anche io NUTRIRMI di quel che esce dalla bocca di un figlio di Dio (SPIRITO) e non dalla SARX creata per contenerlo.
Al pozzo di Giacobbe di certo era UNA DONNA, perché solo le donne potevano attingere acqua, in quanto vietato agli uomini. E' un mistero che l'uomo che seguirono per preparare la CENA per la Pasqua del Signore, che portava una brocca d'acqua.
Non so ancora se era Marta, per quella parentela verso quell'uomo di casa che Luca non menziona (parla solo di una sorella Maria).
Poteva essere Maria di Betania? Ma dubito che Lazzaro svolgesse faccende domestiche in casa sua. Faceva ben altro a Magdala.
ECCO questo è il MIO POSTo OGGI in ONORE della SANTA del Giorno.

mercoledì 28 marzo 2018

Giovanni era la spiga e l'uva ma doveva venire chi lo doveva macinare e pestare



Lo dice lui stesso di se stesso: "Io sono il pane della vita ... questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia (perciò non è la materia in se ma cosa nasconde: parte naturale e parte lavorata dall'uomo). Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".
Anche i Giudei non capirono ... " Come può costui darci la sua carne da mangiare?" (ecco come può dividersi e rimanere nella sua carne e nel pane?). Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo (sapete chi è?) e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. (qui c'è anche il sangue cioè il paragone con il vino. COME il VINO e COME il PANE ... con s.o.s.stanza non solo naturale ma LAVOrATEA dall'umano). Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre (questo è importante per capire la decisione di venire a morire da uomo. Ripeto MORIRE e non vivere da umano). Così anche colui che mangia di me vivrà per me (dovremmo vivere noi stesi per LUI come LUI ha vissuto e morto per il PADRE). Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiate per poi morire senza conoscere la VERITA' di questa di MEnSIONe. Chi mangia questo pane vivrà in eterno".

venerdì 23 marzo 2018

AO c'OME AngelOAnonimO



Però ti sei sempre posto al tuo LI'MITE. Anche io ho cercato di PRO-VOCARTI, mami hai sempre DATO dell's'IGNORante.
Mi piacerebbe sapere il PARE-RE sulla una delle TESTe (FB) dell'inTERRA BEST-YA WWW (Ap 13).
O devo prenderti per il 16 in MATTeO 22 (o pazz') come il MIO S'ingnor?

Non mi è DATO dire di +.
A buon volere di i PRO-FILI ANOnomi, VERI VOLATILI DEI CIELI

venerdì 9 marzo 2018

SU I.C.I. DIO

«nil facimus non sponte Dei»: «niente facciamo, se non su iniziativa di Dio». Per questo Catone, suicida per la libertà, sta a guardia del Purgatorio, in quanto suicidandosi «sponte Dei» (su iniziativa di Dio), Catone prefigura l’atto del Dio che consente in Cristo alla propria morte, del Dio che, per restituire agli uomini quella libertà che scavalca e mortifica la morte, si suicida in suo figlio.


Il tema del suicidio è, nella sua minacciosa ambiguità, un elemento portante della struttura teologico-giudiziaria della Commedia. Tutti sappiamo che i Suicidi sono puniti nel II girone del VII cerchio d’inferno, cerchio destinato ai Violenti. Notiamo subito che la collocazione dei Suicidi al secondo grado della sezione dei Violenti, cioè in uno spazio anulare più prossimo a Satana rispetto a quello riservato agli Assassini (dislocati nel I girone), e sottoposti a una pena più atroce, corrisponde all’articolo della teodicea scolastica in forza del quale, avendoci il buon Dio, nel crearci, affidati in primissima istanza a noi stessi (avendoci, insomma, rimessi alla nostra libertà), chi uccide sé consuma colpa più grave di chi uccide l’altro - anche se si toglie la possibilità della recidiva...
Dante sembra dunque attenersi, in materia di suicidio, ai capitolati di Tommaso d’Aquino. Ricorderete tutti la pena cui sono sottoposte le anime dei Suicidi: tramutate in cespugli, crescono di dimensioni e di legnosità a misura che le Arpie, mitologici piantoni del girone, spezzandone i rametti, li fanno sanguinare: condizione indispensabile al loro sviluppo e al loro uso di parola: queste anime dannate, infatti, indimenticabilmente “parlano sangue”. Dante è perfettamente atterrito.
E' molto noto che prototipo dei Suicidi è Pier de la Vigna, e che è lui a intrattenere Dante e Virgilio, lusingato dall’attenzione che gli prestano (dopo avergli, ovviamente, spezzato un rametto per consentirgli di parlare). Di questo Pier de la Vigna basterà ricordare come, cancelliere e protonotaio di Federico II di Svevia, predilettissimo dall’imperatore, fosse nel 1249 imputato di tradimento, incarcerato e accecato con un ferro rovente: e come, indignato, si fracassasse la testa picchiandola contro la parete della cella. Famosissima, la terzina in cui Pier della Vigna ragiona il suicidio con magistrale tortuosità:
L’animo mio, per disdegnoso gusto,
credendo col morir fuggir disdegno,
ingiusto fece me contra me giusto.

Che qui e in tutto il discorso di Piero echeggi il repertorio di artifici retorici che impreziosì la prosa epistolare del cancelliere, è poco ma sicuro. Forse però nell’estrema perizia elocutoria della terzina, come peraltro in tutto il canto che le ruota attorno, oltre a dipanarsi un’esercitazione di mimesi stilistico-allegorica, si addipana – ed è questo che emoziona di più – l’inestricabile sofisma morale del suicidio: di un omicidio, cioè, che il colpevole pretende di legittimare nell’atto di compierlo, rinfacciandolo all’iniquità del mondo. Che poi – a giudizio di Dante – l’innocenza di Piero davanti agli uomini non attenua, anzi aggrava la sua colpa davanti a Dio, perché uccidendosi ha ucciso un innocente.
Naturalmente la pena dei Suicidi – il cui valore di contrapasso richiederebbe qualche ora – richiama numerosissimi precedenti classici: il III libro dell’Eneide, citato dallo stesso Virgilio, e una irrefrenabile serie di episodi delle Metamorfosi di Ovidio. Ma tutte le belle favole e immagini convogliate dalla fede consolatoria degli antichi nella ciclica rigenerazione del mondo naturale, appaiono nel bosco d’inferno rattrappite e sfigurate da una degradazione artritica senza remissione e senza ritorno.
Sul finire del canto (che è il XIII dell’Inferno) Pier de la Vigna espone il destino che aspetta le anime dei Suicidi quando avranno recuperato il proprio corpo nel giorno del Giudizio:
Come l’altre verrem per nostre spoglie,
ma non però ch’alcuna sen rivesta,
ché non è giusta aver ciò ch’om si toglie.

Qui le strascineremo, e per la mesta
selva saranno i nostri corpi appesi
ciascuno al prun de l’ombra sua molesta.

Ecco: per i Suicidi, come per tutti i peccatori la cui colpa include l’immaginazione della vita ulteriore (è il caso – a ricordarsene – di Farinata e degli atei Epicurei), il perfezionamento del contrapasso dopo il giudizio finale umilia quell’immagine, ribaltandola. Nell’uccidersi, nel perpetrare l’omicidio esoso che premedita anche l’altro versante della morte, essi si sono figurati di fuggir dispregio, lasciando al compianto e al rimorso dei sopravvissuti nient’altro di sé che il cadavere di una vittima. Dante dice che l’eterno dispregio di Dio destina a sopravvivere per sempre nel bosco del settimo cerchio la loro anima spietata, stecchita e degradata a patibolo di quel povero corpo innocente.
La scissione, la doppiezza stentorea del gesto suicida durerà nei secoli dei secoli. L’io assassino presenzierà in perpetuo al dondolìo del sé assassinato. Dunque nella Commedia la deprecazione morale del Suicidio parrebbe inappellabile. Senonché, nella Commedia, Pier de la Vigna non è l’unico suicida: ce n’è un altro, ma non sta all’inferno... Anzi... e, in certo senso, proprio perché suicida.
È Catone Uticense, in cui Dante si imbatte sulla spiaggia del monte Purgatorio: severissimo e di pessimo umore. Non c’è bisogno di ricordare come, in capo a un’esistenza prodigata nella difesa delle libertà repubblicane e dell’oligarchia costituita, alla notizia della disfatta dell’armata anticesariana, consumatasi a Tapso, Catone si uccida, appunto, in Utica, sbudellandosi sul letto. Non è fuori luogo domandarsi come mai Dante lo esoneri dalla disperazione dei limbicoli (inflitta ai magnanimi gentili), anzi gli affidi la guardianìa della montagna della Purgazione, destinandolo alla gloria eterna (chi sta in purgatorio è destinato alla beatitudine...): lui, un senza-battesimo, per giunta suicida.
A volo d’uccello. Nel Convivio, Catone figura in primissimo rango fra i cittadini romani che, «non sanza alcuna luce de la divina bontade, aggiunta sopra la loro buona natura», furono manifestamente «eccellentissimi strumenti della divina provedenza»; nella minuziosa decifrazione della parabola biografica di sua moglie Marzia – che lo sposa vergine, gli dà figli, vien poi ceduta a Quinto Ortensio cui dà figli ulteriori, resta vedova, supplica Catone di riprendersela, lo ottiene – il Dante trattatista equìpara per allegoria il ritorno a Catone al ritorno a Dio, e si domanda: «quale uomo terreno più degno fu di significare Iddio, che Catone?». Nel II della Monarchia, assume ad esempio di «vera libertà » l’«inenarrabile sacrificio» del vecchio senatore repubblicano. Nell’Epistola a Cangrande, ecc.
Ora, non è un mistero che fonte preponderante del Catone dantesco è la Farsaglia di Lucano. Non starò certo ad antologizzare le centinaia di versi che profilano il grande vecchio come eroe carismatico della funesta epopea. Basti spillare due tre sue espressioni-chiave: quando si dice letteralmente «improntato» alla divinità e «imbevuto di spirito divino» («nil facimus non sponte Dei»: «niente - parole sue - facciamo, se non su iniziativa di Dio»); quando manifesta la consapevolezza di testimoniare, nell’atto di morire «a compianto del dolore e ad espiazione dei delitti del genere umano», che l’uomo merita «qualcosa di più della vita»; infine, quando sillaba un incredibile esametro come questo: «scire mori sors prima viris, sed proxima cogi» (parafraso l’intraducibile: «saper morire [ma anche: sapere di morire] è la prerogativa prima, il primo bene che l’uomo ha in sorte: il secondo, è esservi costretto»).
Dal regno dei morti Dante-pellegrino è appena transitato al regno dei giusti, che sono rinati nell’atto di morire. E quell’atto inenarrabile, consumato nella tragica autonomia d’una solitudine totale, sarà commemorato dalle anime del purgatorio finché vita eterna non le assuma. Paradossale ma giusto, che ad averle in tutela e custodia sia l’ombra d’un senatore libertario e anticesariano... proprio perché nel massacrarsi con la propria spada, quell’uno, scegliendo l’inevitabile, si è arreso per sempre alla libertà.
Buonsenso vuole che la libertà cui Catone s’immola col suicidio per sottrarsi alla vista del despota trionfante e all’onta di subirne la clemenza, ha carattere strettamente politico, ed è perciò tutt’altra dalla libertà del cristiano che non teme il martirio e, all’occorrenza, lo sceglie, per abnegazione di fede. Opinione confortata, fra l’altro, dall’intransigenza di Agostino e di Tommaso, che nel gesto suicida di Catone leggono l’imperdonabile fragilità dell’alterigia. Ma se, tentando di rintracciare i pensieri di Dante nelle sue parole e nei testi latini che sapeva a memoria (la Farsaglia ma anche, e forse più, i dialoghi di "Seneca morale"), ci domandiamo perché mai nessun uomo più di Catone «degno fu di significare Iddio», forse dobbiamo rassegnarci a questa stupefacente, rischiosissima risposta: perché, suicidandosi «sponte Dei» (su iniziativa di Dio), Catone prefigura l’atto del Dio che consente in Cristo alla propria morte, del Dio che, per restituire agli uomini quella libertà che scavalca e mortifica la morte, si suicida in suo figlio...
Forse è proprio così: il Catone di Dante è il punto d’intersezione fra l’etica stoica e l’imitazione di Cristo: è la più perfetta «figura di Cristo» estratta dal canone degli eroi gentili. (Certo, se Dio non fosse, Cristo non potrebbe essere suo figlio, i conti non tornerebbero e sarebbe un bel guaio: quasi quasi varrebbe la pena di inventarselo. Ho peraltro il sospetto che non si faccia altro). Deprecato irrevocabilmente il suicidio nell’orizzontalità della legge morale, attenendosi agli articoli della teodicea scolastica, Dante - mi pare - non ricusa al suicidio l’eventualità di realizzare l’atto supremo di libertà («libertà va cercando ch’è sì cara / come sa chi per lei vita rifiuta»), nella verticalità della esperienza etica.

mercoledì 28 febbraio 2018

La VERITA' che VI LIBERA per SEmPRE



Figli miei CARIssimi, state A.T.TENTI a non cADE-RE nelle PRO-VOCAZIONI che caUSANO ScANDALI.
Non a.C.USATEvi a VIcenDA' in VIcinanza della PASsQUA PESCEd'APRIrE, preCEDUTA DANNEve c'OME nel '56, c'OME all'ORA.
CHI VOTE-RETE?
VI RICCOrO' che SI AMO TUTTE VITTIME di spiriti immondi, che fANNO di TUTTO per METTERCI gli UNnI contro gli altri.
IO GRILLO lo seguo dagli inizi e fu fatto fuori dalla RAI, non per avere dato DEI ladri ai SOCIALlisti, in OCA-SIONe di una GITA in CINA, ma perchè facEVA TRAsMISSIONI "SAtiRICCHE" contro la PUBbliCITTA' del PO'TERRE ECOnComico.
Anche LUI ha diMEnticATTO che da esSERE l'ANIMA del conMERCIO è diVENTATA la TRApPOLI DEI PO'VERI.
c?OME la RAcCOMANDazione di ANDREAotti che da INDIcARE il MIGLIO-RE ... ci fa cADE-RE nella MA'FIAt di SISTErmARE le CONOscienze MATERiALI.
GRILLO era cOME A.D.ESSO è il VI-SCOVO vesTITO di biANCA sPORCO idi Roma! DICE ma non può FARE per TUTTI.
STA'-TE A.T.TENTI ai cAMBIcasaH.
E non ... COME anche GESU' cerchio di d'IRE e non ridiRE di essere un MEsSAGGIO, LAVIA, cioè il mODO per salvARSI.
La VERITA' su questo mondo perla VITA LIBERA quando CONOsceRETE ll'ing.ANNO.
IO SO che non potrò salvare TUTTI, ma confido in CHI ha perC'E'pito il conC'Etto.
IO SONO il CAMBIAmento dall'inTERNO!
La SAdiTANA conVERTITA.
Non siATEe miei E-CHI sordi e PER-SI nell'UNI-VERSO a TESTImoniANZIa di chi poTREBBiE ancORA SALVinniARSI.
Non FORMA-TE nuovi partiti per diVIDErVI anCOR di +, SERve solo per fare il l'ORO GIOGO DEMO'niaCO.
Se cREDEte che si può cAMBIare un paese all'ORA si può cAMBIare un pARTIto. LavORATE dall'inTErno del vostro PARTIto e non fORMA-TE altri MOVIEmenti.
SIATE QUIeTE olTRE A.D.AGItarVI tANTo.
cAMBI-A.T.EVI VOI STEsSI.
tRESOno gli SPIRITI: destra, cENTRO e SInisTRA.
c?OME PADRE - FIGLIO e A-MATER cACRO e sANTA.
Se PO'tro' GLI diffeRENZI...erò.

giovedì 15 febbraio 2018

uANIMA e figli di BUCCHIN'



«Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano. Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».
DT Trenta virGOLA QUInDICI ...VENTI

domenica 11 febbraio 2018

anDATE AFFAN RETRO TUTTI



https://www.youtube.com/watch?v=Hcm4BixLjeQ

"Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?".

E LUI disse loro: "In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare tutta l'umanità.
Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.
Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi".




ALTA mini strato RE



"C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore. L'amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione?
Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua. Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo:
Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta. Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.
 Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto.
Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro.
Non potete servire a Dio e a mammona".

giovedì 8 febbraio 2018

BAR ABBA'



Dobbiamo umilmente riconoscere che tutto quel che abbiamo fatto, bene o male, è stato per suo volere, ma SEmPRE in buona fede.
IO SONO un servo inutile senza la SUA VOLONTA',
Signore perdonami quando ti ho servito MALE contraddicendomi, non avendo compreso BENE la TUA VOLONTA'. E se ho trasgredito l'ho fatto solo per compassione del mio prossimo. Come poTREi bastonarti se riconosco il MIO SIGNORE. Puniscimi PADRONE se ho sbagliato, e anche se ho fatto il BENE troppo PRE-STO, per non vantarmi della TUA GRAZIA, ma solo VANTARMI di averti come mio PADRONE.
Ricordo quando mi abbraccio e si posò sulle mie spalle quando lo schiodai dal SUO TRONO a cui ambiva tanto.
Signore perché NON io al tuo POSTo? O a.C.CANTO a TE c'OME uno di questi MAL FATTORI? Perché mi lasci ancora QUI nella TUA VIGNA che produce così poco. Mi sembra più un cimitero di ossa perché non so più dove seppellire i miei simili.

giovedì 1 febbraio 2018

La PERLA' ho inCONTRAto la MADRE risOTRE



"Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola di pro-feti che non hanno a.C.COLTO la BUONA e NUOVA NOTIZIA! Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?.
Quel MONDARLI a due a due per PRE-LEVARE i deMONI con il BASTOne?
E lo slegare il SanDA'li' e LAVandaDEI piedi?
Emmaus DUE PELLI, cioè inVOI-LUCRI!
SOLO una oTRE vuota per cogliere LO SPIRITO.
QUAnDO' enTREte riMANetEVI fino a che VENE anDIAte da quel POSTo.
Se c'e' C'E'.
FATEVI RICCOnOSCENE la PRO-VENIEnza.
Se non vi RICE-VERA'nNO e non vi asCOLTErANNO, anDANDO-VENE ... L'ASCIAte il CAD-AVERE di polVERE, A.T.TESTI-MONIanza dell'ORO.
E ANDAnDO'VENE VIA dite: "SAPEVI che doVIVI MO-IRE.

Se inVECE, RICCOnOSCENErANNO la PACE E-TERNA che PORTAte ... che SCENDA PURA, alTRImenti  SUDDITE e non sul l'ORO spirito.
In verità vi dico, nel giorno del gGIU'diZIO quelli di SO'DOMA e GO'MORRA avrà una sORTE più Sopportabile di l'ORO FUSO.

(Marco SEI, UNdICO)

domenica 28 gennaio 2018

La BUONA e NUOVA NOTIZIA

AlleLUIa, alleLUIa! E’ VENUTO coLUI che è SEmPRE stato RE-LEGATO nelle TENEbRE.
E per tutti i deMONI che erano diventati diaVOLI.
Alle LUI YA!
LUI TENTAto dal PADRE per AVER visto le SUE oPERE.
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.
FraTEeLI’, non PREocCUPAtevi: “Il vostro SPIRITO si ocCUPI dichi E’ del S’IGNORe, cOME PO’sSA PIAc’ERE al S’IGNORe; MEN-TRE la CARNE inVECE si PREocCUPI delle c’OSE’ del mONDO, cOME pOSSA PIAc’ERE alla SARX, ESSEnDO diVISO!
CoSI’ ANCHE la COSTOla non riUNITA, cOME non PENEtratta, si PREocCUPA delle c’OSE del S’IGNORe, per ESSE-RE UNTA nel corpo e dallo SPIRITO; SE inVECE è UNiTA, si PREocCUPA del mONDO, cOME PIAc’è allo S.P.I.RITO.
TUTTO queSTO’ a vOSTRO vantAGIO lo dico: non LEGANDOVI, ma perché un comPORTAmento DEGNO e FEDELI al S’IGNORe, senza DUBBI.

Mosè in c’OSA ERA PARI a DIO?
Perché non volEVA SENT’IRSI c’OME DIO?
E’ GIU’STO’ MORIRE?

Perché Giovanni ebbe pAURA a dIRSI UNTO da DIO?
Perché il Dio di M’OSE’ disse: “Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. (A.T.TENTI!) Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”.
Gesù è da conSIDERARE PRO-FETA o un altro DIO?
Perché inSEGNAva con AUTOirrità?
CHI SI AMO VERA-MENTE NOI TUTTI?
VERGINI o PENE-TRATTI?
«Che vuole DANNOi il PRO-FETO BATTITORE?
E l’UNTO da DIO?
Siamo DEI molti da ROVI-NATI o di CHI rIMMARE polvere nel SEpOLCRO?
C’OSA VINE a DIVIDERE il SEGNO di CONTRAdDIZIONE?

Che è mai questa NOTIZIA BUONA e NUOVA?
Il MORIRE per non PIU’ s’OFFRIRE?

lunedì 15 gennaio 2018

E-BREI TREdici virGOLA DUE


 
SI AMO nono SIA MO imMAGIne a SOMIglianza di Dio?
BEATO il P.E.C.cATTO dell’ERrO-RE di voler CONoSCIeRE “l’eSSeRE” E-TERNO.
Quell’ESSE-RE ARMOnico con CUI ci CON-FRONTI-AMO SEmPRE. “Non avrai altri fuori di me!”.

EQUA-STO’ SEGNI-FICA SEmPLICOeMEnTE che: all’inTERNO del MEglio di noi c’E’ QUAlche MALE, e all’inTErno del pEgGIA’ di noi c’è QUAlcOSA di BUONO. QUAnDO’ ArRIVA-AMO a VEDE-RE quESTo, AsSUMI-AMO un diVERSO A.T.tegGIA’mento VERso gli INDIviDUI. La PERSOna che vi oDIO di più ha QUAlcOSA di buono in eSSaa. EQUAnDO’ ArRIVAte  al pUNTO che guARDITE in FAcCIA’ ogni uOMO e VEDEte nel proFONDO del suo INtiMO ciò che la rELI-GIONA CHI-AMA “imMAGIne di Dio”, cOMInciATEE ad AMArlo NONOstANTE TUtto. Nono imPORTA quELlo che FA, voi vedRETE l’imMAGIne di Dio E’LI’. C’E’ un ELeMENTO di bONTA’ di cui nono PO’TRAI mai LI’berARSI. ScopriRE QUEllo che di BUOMO c’E’ nel vOSTRO  nèMICO. E MEN-TREe cercATE di oDIOarlo, trOVAte il C’E’ntroo della bONTA’ ALI’ PO’neTE la vOSTRA A.T.tenzione e AsSU-METE un alTRE A.T.tegGIA’mento.

Un alTRE mODO per AMA-RE il vOSTRO AvVERSArio è QUA-STO’: QUAnDO’ VISIi PRE-SENTA l’opPORTO-UNITA’ di sCONfiggERE il vostro nèMICO, QUEllo è il MO’MENTO in cui nono DO’VETO. Ci sARA’ un altro MO’MENTO, in molTE OCA-SIONi, QUAnDO’ la PER-SONO che vi oDIO di più, la PERSOna che ha più aBUSSATO di voi, la perSona che ha più sPETTO-GOLAto su di voi, la PErsoNA che ha più diVULGAto voci sul vOSTRO CONto, verRA’ un moMENto in cui avRETE l’OpPORTA-UNITA’ di sCONFIggerNE QUElla VERITA’. PO’TREBBIE PRE-SENT’ARSI in TER-MINI di una RACCoMANDAzione per un LAVOro; PO’TREBBIE PRE-SENT’ARSI in TER-MINI di un PIACERE per fare QUAlche cOSA nella VITA. QUEllo è il MO’MENTO in cui DO’VETO FArlo. QUEsto è il SEGNO-FICAto di A-MORE. In ulTIMA ANALisi l’A-MORE nonè QUE-STO’ QUAlcOSA di SENTI-MENTAle di cui PAR-LI’AMO. Nonè SEmPLICOeMENTE QUAlcOSA dieMOTIVO. L’A-MORE è creATTIVO, è buONa volONTA’ che comPRENDE tutti gli uOMIni. E’ il riFIUTO di sCONfiggERE QUAlcUNO. QUAnDO’ SOlLEVATE il LI’VELLO dell’A-MORE, della sua glande bELlezza e PO’TERRE, voi CERcATE di distRUGGIRE solo ISIStemi MALvAGI. Gli INDIviDUI SEmembraNO ESSE-RE cATTuratI da QUE-STO ISISItema, mAVOi AMA-TE e CERChiATE di sCONfiggERE il ISIS-Tema.

giovedì 4 gennaio 2018

Il V°Angelo biSOGNA VEDErLO!



In quel MO'mento, coLUI che battezzava per la RE-MISSIONE DEI peccati stava con due lo seguivano per quel che diceva.
Ma A.D. un CERTO PUNTO, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». 
I DUE, SENTEnDOLO parlare c'OSI', mentre FISSAVAno il SUO sGUARDO, lo VIDERO e lo seguirono.
Allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove diMORI?». 
Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano UDITO LE SUE PAROLE lo conoscete?
E l'ALTRO CHI E'?

mercoledì 3 gennaio 2018

LA FINE del FINE o il FINE della FINE. Buon INIZIO!



QUAnDO' si conSEGNA il PROprIO S.P.a.InRITO a Dio Padre, dopo aver riDOTTO al nulla ogni nostra  PRE-SUNZIONE e ogni SUPERbIO inTENZIONE e VOLERE.
QUESTUA è AvVENUTO al PRINCIPE di TUTTO questo, inFATTI EGLI regnò inOPERE, ... sottomettendo tutti i nemici sotto i suoi piedi, ma dopo AVER LAVATEO i piedi ADElcUNO, cioè coLORO che lo AVREBBERO FATTO R.I.S.ORGE-RE, AfFIN-CHE' ... ogni cosa ABBYA posto sotto i suoi piedi.
Però quando PARLA del "sottoposto", è chiaro che si deve ECC...etTU-ARE coLUI che gli ha sottomesso ogni cosa, ma quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche LUI il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché d'IO SIA TUTTO in voi.

martedì 2 gennaio 2018

SIE TES POSE!



Giovanni, che Lazzarone che sei! Tu che hai conosciuto il Battista PRIMA di Gesù.
E c'OME glielo sPIEGO il TUO UNTO prendendo da queste OSCURE TUE PAROLE?
"Figlioli, chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
Quanto a voi, quello che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.
Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di ingannarvi. E quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che qualcuno vi istruisca. Ma, come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mentisce, così voi rimanete in lui come essa vi ha istruito.
E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati alla sua venuta".
ForSE risentendo quelle del tuo OMONEiMO' oNOMIno?
"Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando".