giovedì 7 febbraio 2013

DEMO (strazione) nIO (mia)

Fratelli, non comportatevi da bambini nei giudizi; siate come bambini quanto a malizia, ma uomini maturi quanto ai giudizi. Sta scritto nella Legge:
Parlerò a questo popolo in altre lingue e con labbra di stranieri, ma neanche così mi ascolteranno, dice il Signore.
Quindi le lingue non sono un segno per i credenti ma per i non credenti, mentre la profezia non è per i non credenti ma per i credenti. Se, per esempio, quando si raduna tutta la comunità, tutti parlassero con il dono delle lingue e sopraggiungessero DEI non iniziati o non credenti, non direbbero forse che siete pazzi? Se invece tutti profetassero e sopraggiungesse qualche non credente o un non iniziato, verrebbe convinto del suo errore da tutti, giudicato da tutti; sarebbero manifestati i segreti del suo cuore, e così prostrandosi a terra adorerebbe Dio, proclamando che veramente Dio è fra voi.

Fratelli, non è per me un vanto predicare il vangelo; è per me un dovere: guai a me se non predicassi il vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato.Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.


Mi sono fatto Giu'Deo con i GiùDei, per guadagnare i Giu'Dei; con coloro che sono sotto la legge sono diventato come uno che è sotto la legge, pur non essendo sotto la legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la legge. Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge.

mercoledì 6 febbraio 2013

Non tentare il SIGNORE, DIO TUO, ma lasciati CONDURRE.

Fratelli,
non avete ancora rESISTITO fino al sangue
nella lotta contro il peccato
e avete già dimenticato l’esortazione
a voi rivolta come a figli:
«Figlio mio,
non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d’animo
quando sei ripreso da lui;
perché il Signore corregge coLUI
che egli ama e percuote chiunque riconosce come figlio».

È per la vostra correzione che voi soffrite!
Dio vi tratta come figli;
e qual è il figlio che non viene corretto dal Padre?
Certo, sul momento,
ogni correzione non sembra causa di gioia,
ma di tristezza;
dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia
a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi,
perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi,
ma piuttosto a guarire.
Cercate la pace con tutti e la santificazione,
senza la quale nessuno vedrà mai il Signore;
vigilate perché nessuno si privi della grazia di Dio.
Non spunti né cresca in mezzo a voi alcuna radice velenosa,
che provochi danni e molti ne siano contagiati.
 
 

DedIcatO a ... CHI deve SANTIFICARE il NOME nella SUA FAMIGLIA.


Peccato che poi TUTTO rimane una rappresentazione teatrale senza capire chi USA gli attori stessi.

L'IPO-CRITA (chi spiega ma non in prima persona), cioè l'ATTORE, SERVE anche nella REALTA' per farci capire che dobbiamo solo AMMETTERE che nulla avviene per CASO.

Si PAGA anche per i nostri GENI-TORI, ma siete liberi di DABBARLI per sempre.

Qui è la sapienza di essere RIBELLI DEI Cieli ma continuare ad AMARE il PADRE e la MADRE che conFIDANO nel FIGLIO il RITORNO.

Se SOLO un SOLO SEME si SALVA ... in VERITA' si SALVA tutta la PIANTA e il terreno BUONO e FERTILE è già PRONTO da tempo in quel GIARDINO che non è ... VEGETATIVO.

Eravamo MINEoRALI e ci siamo sforzati di diventare VEGE-TALI. Ma la somiglianza non era perFETTA e abbiamo staccato le radici per poter SPORTARCI per nostro volere.
SCRISCIAVAMO per VOLONTA' fino a far spuntare ARTI ad arte.

Ma non potevamo nutrirci ancora di quello che E' sempre rimasto in NOI stessi.

Ci mancava qualocosa che non riuscivamo a comprendere ancora RIMAsta nel nostro ALBERO iniziale.

Dovevamo diventare CARNI-VORI.

SIAMO ... RI-USCITI.

Ma ADESSO che SIAMO vicino a toglierci le VESTI e la MASCHERA che nasconde il SUO VOLTO ... pensiAMO di esserci persi.

Vogliamo SENTIRE il PADRE o alMENO la MADRE ma non sappiAMO che SONO in NOI per SEMPRE.

CHI POTRA' fermarci?

Può farlo UNO come NOI?

La MIA CARNE...VALE

I MIEI PAR...enti par...EVA...no!

Ora i figli si urtavano nel suo seno ed essa esclamò: "Se è così, perché questo?".
Andò a consultare il Signore. il Signore le rispose:

"Due nazioni sono nel tuo seno
e due popoli dal tuo grembo si disperderanno;
un popolo sarà più forte dell'altro
e il maggiore servirà il più piccolo".


CoLUI, che fu salvato dal Padre di TUTTI,
PREDIligeva il figlio per la CACCIAgiONE di suo gusto,
mentre la MADRE DEI GEmelli
preFERIVA CHI era uscito per ULTIMO.


Uscì il primo,
rossiccio e tutto come un mantello di pelo.
Subito dopo, uscì il fratello e teneva in mano
il calcagno del primo.

I fanciulli crebbero e il primo divenne abile nella caccia,
un UOMO della steppa,
mentre il secondo era un uomo tranquillo,
che dimorava sotto le tende.


Il Padre si UNI' alla donna, la quale CONCEPI' e PAR-TORI' e esclaMO':
"Ho ACQUISTATO un UOMO dal SIGNORE".
Poi PAR-TORI' anCORa un fratello al primo.
Ora il PICCOLO era pastore di greggi e
il GRANDE lavoratore del suolo.
Dopo un certo tempo,
il GRANDE OFFRI' I FRUTTI del suolo in sacrificio al Signore;
anche il PICCOLO offrì primo-geniti del SUO GREGGE e il loro grasso.
Il Signore gradì questi ULTIMI,
ma non gradì i FRUTTI del SUO SUOLO offerti dal più GRANDE.
Questi fu molto irritato e il suo volto era abBATTUTO.
Il Signore disse allora: "Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?
Se agisci bene, non DOVRAI forSE TENERLO ALTO?
Ma se non agisci bene,
il peccato è accovacciato alla tua porta;
verso di te è il suo istinto,
ma tu dòminalo".


All'ORA il più grande disse al fratello: "Andiamo ... FUORI!".
Mentre erano FUORI, 
alzò la mano contro il più piccolo e lo uccise.
Allora il Signore disse:
"Dov'è chi sacrificava i primo-geniti del SUO gregge?".
Egli rispose: "Non lo so. Sono forse io il guardiano DEI altri?".
Io CUSTODISCO SOLO il TUO SuOLO.


Riprese: "Che hai fatto?
La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii male-detto lungi da quel suolo
che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello.
Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti:
ramingo e fuggiasco sarai sulla terra".
Disse l'UNICO figlio rimasto al Padre:
"Troppo grande è la mia colpa per o tenere per dono?

Si può vendere il REGNO DEI Cieli per un piatto di minestra di lenticchie?
Pur arrivando da FUORI ... sFINITO.
Si permise di dire a più piccolo che si dedicava anche al SUO PASTO:
"Lasciami mangiare SUBITO un pò di questa minestra rossa, perché io sono sfinito"
Il piccolo SCALTRO, frutto del MONDO, disse:
"Vendimi subito la tua primo-genitura".
Rispose chi non aveva ALTRO per PAGARE:
"Ecco sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?".
Il Figlio del mondo disse: "Giuramelo subito".
Quegli lo giurò e vendette la primogenitura.
Il PICCOLO diede al grande il PANE e la minestra di lenticchie;
questi mangiò e bevve (cosa?), 
poi si alzò e se ne andò.
A tal punto il GRANDE disprezzò la RISURREZIONE
DEI morti.


Alla donna disse:
"Moltiplicherò
i tuoi dolori e le tue gravidanze,
con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto,
ma Egli TI DOMINERA'
".

martedì 5 febbraio 2013

CHI SIAMO

Fratelli, ho da dirvi tanto e tanto ancora.
Ma mi mancherebbe il tempo se volessi narrarvi dall'inizio fino ad ORA.

Di tutti quelli che, per fede, conquistaro il regno, esercitarono la giustizia, ottennero ciò che era stato promesso.
In VECE, cos AVI hanno inSEGNATO?
Caverne, palafitte, piramidi?
Ma COME: chiusero le fauci ai leoni? ... spensero la violenza del fuoco? ... sfuggirono alla lama della spada? ... trassero vigore dalla loro debolezza? ... divennero forti in guerra? ... respinsero invasioni di stranieri?
Non COME fanno le ... SCInMIE!
Parlo di alcune FIGLIE DEI UOMINI che riebbero, per risurrezione, i loro morti.

Altri, poi, furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione.
Altri, infine, subirono insulti e flagelli, catene e prigionia.
Furono lapidati, torturati, tagliati in due, furono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati – di loro il mondo non era degno! –, vaganti per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra.Tutti costoro, pur essendo stati approvati a causa della loro fede, non ottennero ciò che era stato loro promesso: Dio infatti per NOI aveva pre-di-sposto qualcosa di meglio, affinché essi non ottenessero la perfezione senza di NOI.



domenica 3 febbraio 2013

Il CAMMINO INTERIORE

«Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto,
prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni.
Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi,
àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò;
non spaventarti di fronte a loro,
altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro
.
Ed ecco, oggi io faccio di te
come una città fortificata,
una colonna di ferro
e un muro di bronzo
contro tutto il paese,
contro i re di Giuda e i suoi capi,
contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».


All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

La VERA SALVEZZA E' VINCERE il MONDO e OLTRE-PASSARE la MORTE. Se avete paura DEI loro DeMoni allora non siete PRONTI per RITORNARE.



L'INCONTRO

Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti.
Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.
Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia.
Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani».


Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.
Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.
Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.


Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.


Anche io sono un ... copia in colla.