venerdì 8 marzo 2013

sFORZAteVI di capire la MIA inQUIETUdine

NON E' SOFFERENZA!
PAURA ... di cosa?
E' COME SENTIRE TUTTO PRIMA CHE ACCADA.

IL SOLO PENSARE CHE TU NON CI SIA.


COME LA VERGINE CHE "accetta" TUTTO ma non una prova di a-more.
Una PROVA ... di cosa?
Quando avrete la CERTEZZA che nessun maschio o femmina,
animale o pianta, qualunque vostra conoscenza,
vi potrà soddisfare ... sarete in tempo di CAPIRE
che si sforzava di farvi comPRENDERE?

Mi accorgo SOLO adesso, nel rileggere
(ed è peccato, ma ho solo voluto salire per rileggere il sottoTITOLO)
che sembrerebbe che TUTTO è sulla speranza che Dio esiste.
Cioè Sia IO nei vostri confronti che NOI verso di LUI.

MA io NON SONO Dio.
Io Sono
e c'è CHI sa riconoscermi
perchè "ERA" CHI aspettava da "TEMPO"
che VENISSE ad ANNUnciarLO.

Io Sono
UN
semplice
TESTi-mONE.

L'AMICO della SPOSA

La MIA GIOIA SARA' PIENA
quando riporterò la SPOSA allo SPOSO
e diventerò anche l'AMICO FIDATO
dello SPOSO.

DEDICATO a TUTTE LE MEMBRA di CRISTO

FRESCO-FRESCO e CALDO-CALDO di GIORNATA


Quanta PROFONDITA' in questo LAVORO umano fatto SU ISPIRAZIONE DIVINA.
Lasciantosi "LAVORARE" come semplice polvere bianca, mista ad acqua e LIEVITO.
SENTO già l'acquolina nella BOCCA DEI Figli.
Chissà se poi quel "PANE" si UMILIERA' (in VERITA') nel SENTIR il COMPIACIMENTO del PADRE che ASSAPORA la GIOIA del FIGLIO
che NUTRE il PADRE attraverso TUTTI
i suoi figli con il SUO SPIRITO.
Beati COLORO che PARTECIPANO INSIEME
a l'UNICA MENSA DIVINA con il SIGNORE.

NOI NON PRENDI-AMO  moglie o marito.
NOI NON DISTINGUI-AMO tra maschi e femmine.
NOI SIAMO ESSERI che ci facciamo POSSEDERE da CHI NOI RICONOSCIAMO quale PADRONE.
L'AMORE ha un termine se lo stabiliscono i CONIUGI.
STA a VOI metterlo in PRATICA ... CREARLO ... per SEMPRE con lo SPOSO che lascia a NOI la SCELTA di sceglierLO così COME lo desiderate ... perchè COSI' E' l'IOSONO.
Ma guai a CHI preTENDERA' di cambiare l'ALTRO ... il SUO PROSSIMO SPIRITUALE.
(prove di TRASMISSIONE).

mercoledì 6 marzo 2013

NON DOVETE PENSARE A ME

MA A COLUI CHE MI HA MANDATO DA VOI.

Sempre la SOLITA STORIA! Favoletta per altri!

Ma come fate a distinguere un AnGELO da un De'Mone?


La SPOSA è COLEI che SAGGIA LUI riconoscendo nell'AnGELO il MEsSAGGIO dello SPOSO.

Non è l'ANGELO che fa CONCEPIRE, ma SEMPRE lo SPOSO con il SUO FARE VIRTUALmente, anche se spesso il VAngelo ritorna SCONFITTO da COLUI che gli ridà un'altra SACCA piena di SEMI da seminare..


Ma la GESTIONE (dopo il concepimento) dura NOVE ANNI?

Per fortuna o FORZA divina la PRIMA SPOSA conSOLA la seconda? ... TERZA? ... IV^?

Ma la PRIMA è COLEI che RICONOBBE in ME COLUI che CERCAVA? ... o ci sono altre PRIMA di LEI?

Pensava fossi un PRETE per strozzarmi ma poi rimase con la TOGA tra le mani.

Ma sotto la TOGA chi c'era?
Nella tasca una CANDELA? 

Perchè le DONNE amano, a modo loro, più i FIGLI "verso" il LORO PADRE?

Io voglio RIMANERE un RICORDO per CHI ha riconosciuto in ME CHI devevano SEGUIRE.

I VERI ANGELI SONO STATI DEImoni!

Non scherzate con LORO materialmente. Potrebbero raccogliere anche erbaccia, nel frattempo e gettarla mel FUOCO, nell'attesa di COGLIERE la SPIGA piena di NUOVI SEMI.

Dedicato a TUTTE le mie FAN t'asme!

E finitela di parlare di me.

FATEMI sentire un PO' di quando NON dovreste aver abORTIto.


HO SETE!

E chi non beve con me "PESTE" ... lo COLGA.

PESTE, come altri NOMIGNOLI ... mi chiamavano CHI mi ha sempre VOLUTO BENE ... a modo loro COME io HO SEMPRE VOLUTO BENE chi sa rispettare il MIO SERVIZIO.

IO POSSO DARE TANTO ANCORA e ho sempre condiviso TUTTO quello che l'ANGELO del MIO SIGNORE non mi ha mai impedito la CONdiVISIONE con CHI IO VOGLIO.

E chissà che la conSORTE peste diventi deFINITAvamente VEDOva e FERTILE come lo è STATA la MIA ANNA IN......

Ritornerà la ReGINA del SUD e saranno TEMPI ancor più dA MARE.

Ma lo SPOSO ... CHI lo ha riVISTO, SENTITO e TOCCATO?

(non ho scritto RIsentito perchè mi offendete SEMPRE!)

Non dovete CHIAMARE ME ... ma lo SPOSO!

lunedì 4 marzo 2013

Entrando e dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, USCI'

In quel tempo si presentarono alcuni a riferirGLI alcuni fatti sanguinari. Prendendo la parola, disse loro: «Credete che i malcapitati fossero più peccatori di tutti voi, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle altre persone, sulle quali crollò quel palazzo e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti della terra? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
«Che altro bisogna fare se il PADRONE avendo piantato un albero di fichi nella sua vigna e non ricavandone frutti, decide di tagliarlo, nonostante il suo servo gli abbia zappato attorno e pure concimato?».

domenica 3 marzo 2013

CHI caPISCE ... CAPIsca!

Non voglio che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nube, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nube e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Ma la maggior parte di loro non fu gradita a Dio e perciò furono sterminati nel deserto.Ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono.
Non mormorate, come mormorarono alcuni di loro, e caddero vittime dello STERMINATORE. Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per nostro ammonimento, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere.

venerdì 1 marzo 2013

Da San ALBINO "sede vacANTE"

"Uomini della
CHIESA CATTOLICA ROMANA APOSTOLICA*,
perché state a guardare il cielo?
Il SOMMO PONTEFICE,
che è SEMPRE tra voi fino all'assuzione al cielo,
tornerà un giorno allo stesso modo
in cui l'avete visto andare in cielo".

«[la vecchia Galilea*] dai [suoi] abitanti è tutta coltivata e non c'è angolo che non sia lavorato, al contrario vi sono anche molte città e dovunque un gran numero di villaggi densamente popolati grazie al benessere, tanto che il più piccolo di questi ha più di quindicimila abitanti. »
(Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 3.2.)
 
Nell'antichità gli Ebrei dei Giù-Dei, centro della religione e cultura ebraica, nutrivano disprezzo per gli abitanti della Galilea. Secondo la voce "Galilea" sulla Jewish Encyclopedia, è specialmente per la loro cattiva pronuncia che i Galilei sono ricordati (vedi anche Mt 26,73): confondevano le lettere 'ayin e aleph, e generalmente le gutturali, al punto che non veniva fatta alcuna distinzione di pronuncia tra parole come 'amar (= "ḥamor", noi), ḥamar (vino), 'amar (indumento), emar (agnello). Per questo ai Galilei non era permesso leggere le preghiere pubbliche (Meg. 24b).
In Gv 7,52, un gruppo di Farisei obietta che nessun profeta può provenire dalla Galilea. Come è evidenziato anche Talmud (Talmud, cf. b. Ber. 32a, b. Erub. 53a, b. Meg. 24b), i maggiorenti di Gerusalemme e di tutta la Palestina ritenevano ignoranti, rozzi e persino barbari gli uomini delle regioni rurali ed arretrate della Galilea.
 
 
Le SUE ULTIME PAROLE
... dopo la BUONA .."NOTTE":

"GRAZIE" A VOI TUTTI
 
 
Consegnato ai GENDARMI
 
 
Ed ora CHI riPRENDERA'
la FERULA conciliare
 portata da CHI voleva riCONCILIArsi con
CHI VIENE
come
E' sempre VENUTO.
 

CHI ... ANGELO?
 

La BREVE VISITA del PADRE che E' nei CIELI

Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe. I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non riuscivano a parlargli amichevolmente.
I suoi fratelli erano andati a pascolare il gregge del loro padre a Sichem. Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem? Vieni, ti voglio mandare da loro». Allora Giuseppe ripartì in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan.
Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono contro di lui per farlo morire. Si dissero l’un l’altro: «Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna! Poi diremo: “Una bestia feroce l’ha divorato!”. Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!».
Ma Ruben sentì e, volendo salvarlo dalle loro mani, disse: «Non togliamogli la vita». Poi disse loro: «Non spargete il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel deserto, ma non colpitelo con la vostra mano»: egli intendeva salvarlo dalle loro mani e ricondurlo a suo padre.
Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica con le maniche lunghe che egli indossava, lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz’acqua.
Poi sedettero per prendere cibo. Quand’ecco, alzando gli occhi, videro arrivare una carovana di Ismaeliti provenienti da Gàlaad, con i cammelli carichi di rèsina, balsamo e làudano, che andavano a portare in Egitto. Allora Giuda disse ai fratelli: «Che guadagno c’è a uccidere il nostro fratello e a coprire il suo sangue? Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra mano non sia contro di lui, perché è nostro fratello e nostra carne». I suoi fratelli gli diedero ascolto.
Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla cisterna e per venti sicli d’argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto.

Il Signore chiamò la carestia su quella terra, togliendo il sostegno del pane.
Davanti a loro mandò un uomo, Giuseppe, venduto come schiavo.
Gli strinsero i piedi con ceppi, il ferro gli serrò la gola, finché non si avverò la sua parola e l’oracolo del Signore ne provò l’innocenza.
Il re mandò a scioglierlo, il capo dei popoli lo fece liberare; lo costituì signore del suo palazzo, capo di tutti i suoi averi.


«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».