mercoledì 31 ottobre 2018

PASS AGIO




Ricordo ancora il lumicino fatto con un bicchiere di vetro pieno di olio di oliva e lo stoppino di corda che galleggiava su un pezzo di tappo di sughero. Quella luce tremolante in un angolo della cucina antica fatta di mattoni che illuminava delle foto in bianco e nero appoggiate alla parete. Quei volti sembravano muoversi e i loro occhi ti guardavano ovunque ti spostavi. E dio che interrogavo la nonna chiedendogli chi FOSSEro.
E Lei con un sorriso rigato da una lacrima mi ra...
ccontava le loro storie inziando al PRESENTE: "LUI E', LEI E', LORO SONO ....".
Spesso racconto ai miei figli i fATTI di queste PERSONE, che pur non avenDOLE materialmente, ma solo tramite immagini anche sgualcite, forse da lacrime, mi SEMBRA di riviverle con LORO IN SPIRITO. Qualche volta mi scesa una lacrima a testimonianza in me della loro carne e dell'unico spirito.


Una lacrima per i defunti evapora,
un fiore sulla tomba appassisce,
una preghiera,
INECE,
arriva fino al cuore dell'Altissimo.

giovedì 11 ottobre 2018

ASTOR YA



Solo la Chiesa Cattolica sa il vero significato di quel immersione in a.C.QUA che il Battista annunciava, anche se la fa con aspersione, appunto!
Quante apparenti contraddizioni da parte di chi sa fottere gli spiriti che pensano di utilizzare la carne di Cristo a uso e consumo.
A-PRO-FONDITE tutto quel che vi dicono. E non pensate che il VERO battesimo è quello deciso da ADULTeri maggiorenni.
Non basta solo leggere e credere come storico quel che non ha ritorni storici ma sono solo VERITA' ESISTENZIALI di chi viene a morire in un corpo animale.
Non è facile pasciare gli inVASATI che in VERITA' sono SOLO PO'sSEDUTI da spiriti che vi usano come un'auto da lanciare verso un MURO.
Chi è preparato in ANGELOGIA?
A.D. exEMPIO in quel CAMPO il MURO è il C'E'L'HO (abbr. CIELO').

martedì 9 ottobre 2018

ANCHE LEI E' VIVENTE nella CHIESA CATTOLICA



E poi dicono che la Chiesa è morta.
Forse perché è diventata UMANA?

La SPOSA che si è incarnata in tutti noi.

venerdì 5 ottobre 2018

TRAME SAGGIO e PERSOna

SATANA
Come è noto, Mauro Biglino da sempre ci dice che nell'Antico Testamento Satana non esiste, a detta sua è una "funzione" e non una persona. Se "Satana, non è una persona ma indica una funzione" allora chi cavolo è l'angelo di Giobbe 2,6 che parla con Jahvè? Chi è l'angelo che mette alla prova Isacco (Genesi 22,11)? Chi è che spaventò gli ebrei, provocando il peccato con il vitello d’oro (Esodo 32,4)? Chi è l'angelo mandato da Jahvè che tenta di uccidere Mosè perché non circoncide il figlio (Esodo 4,24-26)? Questo è Satana, o meglio Samael. Lui è il pubblico ministero, l'accusatore e angelo della morte. L'ebraismo crede in Satana come entità veramente esistente? La risposta è si. Il Dr. Daniel I. Block, che condivide l'opinione di Mauro Biglino basandosi esclusivamente sul Vecchio Testamento è costretto ad affermare che: «L'Antico Testamento non nega l'esistenza di un tale essere, semplicemente non sviluppa la dottrina.» (Daniel I. Block, The Roleof Satan in the Old Testament, The Southern Baptist Theological Seminary, 2002, p.15). Nel Talmud Babilonese abbiamo delle chiare descrizioni sul Satana. In Baba Batra 16a, Satana è chiamato Samael ed è considerato l'angelo della morte, subordinato da Dio (Cfr. Maimonide, Moreh Nevukhim, 354,5). In Megillah 11b, Satana è considerato contrastare le Nazioni del mondo. In Shabbat 89a, Satana studia la Torah e da consigli a Mosè! (Cfr. Rashi su Eruvin 26a, Moed Katan 28a; Makkot 10a). In Nedarim 32a, Satana, mandato da Dio, tenta di uccidere Mosè perché non circoncide il figlio! (Esodo 4,24-26). Nello stesso trattato di Nedarim si aggiunge che Satana confuse e spaventò gli ebrei, provocando il peccato con il vitello d’oro (Esodo 32,4). In Eruvin 26a si dice di evitare comportamenti scorretti per non “suscitare” il Satana. In Rosh Hashanah 16b, si tenta di confondere il Satana, al fine di garantire il successo nel giudizio. Altri riferimenti al Satan sono in Succah 38a; Kiddushin 30a, Nedarim 32b, Eruvin 26a e molti altri. Quindi ripropongo la domanda: Se non è una persona, allora che cos'è? Può qualcosa che non esiste interagire, muoversi, accusare e punire? Soltanto nella Kabballah e quindi nello Zohar ma anche nei testi apocalittici è presentanto come un personaggio indipendente e malvagio, contro Jahvè insomma, perchè sono sotto l'influenza dello gnosticismo. Ma il Talmud e il Midrash ha ragione a definirlo "l'inclinazione al male" e "l'angelo della morte": «Rabbi Yishaq disse: «L'afflizione di Satana fu più grande di quella di Giobbe, come nel caso di un servo cui il suo padrone abbia detto: 'Spacca la botte ma non fame uscire il vino'». Disse Res Laqis: «Satana, l'istinto cattivo e l'angelo della morte [Samael] sono la stessa cosa. È Satana, perche è scritto: 'È il satana usci dalla presenza del Signore' (Gb 2,7). È l'istinto cattivo, [perche] altrove è scritto: 'Era soltanto male ogni giorno' (Gen 6,5), e qui c'è scritto: 'Soltanto, non stendere contro di lui la tua mano' (Gb 1,12). È l'angelo della morte, perché è scritto: 'Però risparmiagli la vita' (ibid.), da cui si deduce che questa era nelle sue mani [del satana]» (Bava Batra 16a). Satana è un'entità realmente esistente al servizio di Jahvè e spesso anche autonoma che agisce per lui. La questione andrà chiarità una volta per tutte.

EPOCA LESSE TRE DICI

PRIMA poteva parlare solo chi riusciva a togliere la parola agli altri. Ora è peggio ma non per la libertà di parola conCESSA a chiunque ma proprio per lasciar parlare tutti. ADEsso ci si deve chiedere qual È la strategia di chi lascia parlare tutti, specie chi è molto influenzabile. In poche parole parla la stessa persona in tanti corpi diVERSI CON lo stesso risultato. Anzi migliore! QUA SI PER FETTO!

sabato 22 settembre 2018

Angelo Bran du ardi



Secondo l’antichissima tradizione del Seder di Pesach, la cena della Pasqua ebraica in memoria dell’Esodo del popolo eletto dalla terra e dalla schiavitù degli Egizi, al termine della lettura della Hagadah shel Pesach (la Narrazione della Pasqua) vengono intonate dai presenti le dieci strofe del canto riportato. Ciascuna delle quali ha un ben preciso significato.

Secondo la tradizione ebraica, il padre di cui si parla rappresenta Dio, che un giorno spese due soldi (il Cielo e la Terra) per acquistare il capretto, ovverosia Abramo, il capostipite di tutto il popolo d’Israele. Quest’ultimo, però, venne mangiato dal gatto, cioè dal regno di Babilonia. Il cane simboleggia il terzo regno, quello del Faraone, che morse il gatto di Babilonia: «Un cane – insegna la tradizione ebraica – ritorna sui propri escrementi, così come un pazzo alla sua follia». Esattamente come il re d’Egitto che, a dispetto delle piaghe illustrate nel libro dell’Esodo, continuava a rifiutare la libertà al popolo ebraico. L’Egitto superò Babilonia in potenza, senza però mai affrontare uno scontro militare diretto. Per questo motivo «morse», ma non mangiò l’avversario.

Ma il cane venne sonoramente picchiato da un bastone: quel legno che Dio consegnò a Mosè e con cui il profeta tramutò le acque del Nilo in sangue, che trasformava in un serpente e che, soprattutto, divise il Mar Rosso annegando gli eserciti del Faraone e salvando Israele. Quest’ultimo, come noto, era un popolo parecchio testardo, e facile al tradimento di Dio: così, secondo le Scritture, un leone di fuoco scese dal cielo, prendendo le forme del regno babilonese di Nabuccodonosor, il quinto nella storia del capretto, e bruciando il bastone (il potere temporale) di Israele. Il tempio fu divorato delle fiamme, gli ebrei deportati in schiavitù. Di fronte a un tale incendio, cosa c’è di meglio dell’acqua? Il sesto regno è quello di Persia e di Media, le cui fortune si sollevarono come le onde del mare, sommergendo la potenza di Babilonia. «Le loro voci ruggiscono come le onde marine», scrive il profeta Geremia riferendosi alla Media

Secondo la tradizione ebraica, il toro era un simbolo celeste che rappresentava le fortune della Grecia: proprio quel popolo ellenico che sconfisse così incredibilmente l’impero persiano, quasi come fosse bere un bicchier d’acqua… Ma la sovranità delle polis greche ebbe termine con l’arrivo dell’ottavo impero, quello che più di tutti si macchiò le mani e le vesti del sangue di centinaia di popoli, come fosse un macellaio che si sta occupando di un grasso toro: l’impero romano. Ma Roma divenne corrotta, violenta persino nei confronti di sé stessa: la bruttura veniva decantata come bellezza, e la vera bellezza presentata in maniera repulsiva; la barbarie era spacciata per cultura, e la cultura vera appariva vuota di significati; la brama di consumare e di possedere cresceva a dismisura, trovando però sempre meno occasioni di placare la propria voracità. Venne, insomma, il regno dell’Angelo della morte, simboleggiante Roma che si autodistrugge. Il cerchio, infine, si chiude con un ritorno al punto di partenza, con Dio e il suo giudizio espressi come l’ultima e definitiva parola sulla storia, nonché come unica forza in grado di far ripartire tutto, con l’acquisto di un nuovo capretto.

martedì 11 settembre 2018